Nuove date in America Latina
Non è ancora finito il tour 2008 dei R.E.M.
Sono appena state annunciate le nuove date in America Latina per ben dieci concerti a cavallo tra ottobre e novembre.
24 Ottobre: Dallas, Nokia Theatre (with Old 97s)
26 Ottobre: New Orleans Voodoo Festival
29 Ottobre: Bogota, Colombia, Parque Simon Bolivar
1 Novembre: Buenos Aires, Argentina, Club Ciudad BA
3 Novembre: Santiago, Chile, Movistar Arena
4 Novembre: Santiago, Chile, Movistar Arena
6 Novembre: Porto Alegre, Brazil, Zequinha Stadium
8 Novembre: Rio de Janeiro, Brazil, Arena
10 Novembre: Sao Paulo, Brazil, Via Funchai
11 Novembre: Sao Paulo, Brazil, Via Funchai
14 Novembre: Lima, Peru, Jockey Club Del Peru
16 Novembre: Caracas, Venezuela, Caracas Festival
18 Novembre: Mexico City, Auditorio National
Nel caso in cui alcuni fans italiani fossero interessati, si segnala che l’apertura delle vendite per gli iscritti al fanclub, per i sopracitati concerti, è prevista per la prossima settimana.
(Cricri)
Vendite aperte su Ticketone
Sono cominciate da oggi le vendite ufficiali su TicketOne relative ai biglietti per i concerti del 26 e 27 settembre.
Il concerto del 26 che si terrà al PalaMalaguti di Casalecchio di Reno, provincia di Bologna, offre 2 tipologie di biglietto: il parterre in piedi a 46 euro e la gradinata numerata a 51,75 euro.
Per il concerto del 27 settembre al PalaIsozaki (e non allo Stadio Olimpico come erroneamente segnalato da sandbag durante le vendite per il fanclub) è possibile scegliere tra: parterre (46 euro), Primo Anello numerato (51,75 euro) e Secondo Anello NON numerato (43,70 euro).
Segnaliamo alcuni siti di pubblica utilità per chi avesse bisogno di ulteriori dettagli sulle due strutture e su come arrivare.
PalaMalaguti - Clicca QUI per la mappa in pdf
(Cricri)
2 nuove date in Italia!
Arriva a quota 7 il numero complessivo di show che i R.E.M. terranno in Italia nel 2008.
Sono state aggiunte infatti altre 2 date: il 26 settembre a Bologna (Palamalaguti) e il 27 settembre a Torino (Palaolimpico).
La prevendita riservata ai membri del fanclub avrà luogo a partire dalle 10 (ora italiana) di mercoledì 2 luglio e durerà 24 ore, al termine delle quali sarà possibile acquistare comunque i biglietti ma senza la possibilità di ottenere il magico braccialetto per l’ingresso anticipato al concerto.
Ogni utente potrà acquistare fino ad un massimo di 4 biglietti per ogni data (ma il limite può scendere a 2 in base alle richieste degli organizzatori) e di 8 in totale.
Non si hanno ancora notizie riguardanti le modalità d’acquisto o la data in cui sarà aperta la vendita dei biglietti tramite i canali convenzionali.
Aggiornamento: sono aperte le vendite su http://remtickets.sandbag.uk.com/ , esclusivamente per gli iscritti al fanclub di Athens
Ecco i prezzi e le varie tipologie di biglietto per le nuove date italiane:
PalaMalaguti (Bologna) - Posti in piedi con ingresso anticipato - Euro 40 + 4 prevendita
PalaMalaguti (Bologna) - Posti seduti - Euro 45 + 4,50 prevendita
Stadio Olimpico (Torino) - Posti in piedi con ingresso anticipato - Euro 40 + 4 prevenita
Stadio Olimpico (Torino) - Posti seduti Primo Anello - Euro 45 + 4,50 prevendita
Stadio Olimpico (Torino) - Posti seduti Secondo Anello - Euro 38 + 3,80 prevendita
Le spese di spedizione ammontano a 8,50 euro.
Cricri
Articolo - I R.E.M. unplugged su un blog francese
di Luca Castelli - da lastampa.it
Cinque video della band di Athens, cinque piccole gemme che emergono dal Web in puro stile 2.0.
Prosegue la pirotecnica campagna promozionale online del nuovo album dei R.E.M. Accelerate. Dopo aver invitato i fan a remixare alcuni video (oltre a quello del primo singolo Supernatural Superserious) e dopo aver lasciato ascoltare in streaming l’album sul social network iLike una settimana prima della distribuzione nei negozi, la band di Athens ha accettato di partecipare alla serie dei concerti “take away” del blog francese La Blogothèque: piccoli show ripresi lontano da un palcoscenico tradizionale e distribuiti su Internet. Lo scorso settembre Michael Stipe e compagni hanno suonato cinque canzoni unplugged (quattro del nuovo album più un inedito) in contesti decisamente particolari: su un furgoncino in giro per la città, nel parco della casa di Stipe, seduti su un divano.
Il risultato è visibile in altrettanti video, tutti di pregevolissima fattura, disponibili da ieri sul blog francese. Le canzoni estratte da Accelerate sono Living Well Is the Best Revenge, Until the Day Is Done, Houston e Sing For the Submarine. L’inedito è invece On the Fly. I video, tutti in chiave assolutamente acustica, si possono anche scaricare in un formato compatibile con l’iPod oppure condividere su blog o altri siti.
E’ la prima volta che i ragazzi di La Blogothèque si assicurano la partecipazione ai loro concerti “take away” di una band di simile livello internazionale (in passato era toccato a molte realtà piacevolissime, ma pur sempre indie, come Arcade Fire, Shins, Jens Lekman…). L’operazione dimostra due cose:
a) i R.E.M. sono in ottima forma e sembrano prestarsi spontaneamente e naturalmente al gioco.
b) anche una band di area major (i R.E.M. incidono per Warner), se lasciata un po’ libera di sperimentare, può orchestrare delle campagne di comunicazione che coniugano perfettamente il linguaggio di Internet. Non tanto a livello di distribuzione (ci vorrà un po’ di tempo prima che una major accetti di “regalare” un album), ma almeno a livello di promozione.
Andate a vedere i cinque video, sono molto belli, così come è interessante il racconto del regista Vincent Moon. Mi rendo conto che è una frase un po’ trita, però… i R.E.M. così non li avete mai visti.
(se poi volete recuperare anche gli altri 88 Take-Away Shows/Concerts à Remporter, li trovate tutti qui).
2/4/2008
Testi & traduzioni di Accelerate

Testi in inglese dal booklet ufficiale:
“Living Well Is The Best Revenge”
-george Herbert [1593- 1633]
English clergyman and metaphysical poet
It’s only when your poison spins
into the life you’d hoped to live
and suddenly you wake up in a shaking panic
now
you set me up like a lamb to slaughter
garbo as the farmer’s daughter
unbelievable. the gospel according to… who?
I lay right down.
all your sad and lost apostles
hum my name and flare their nostrils
choking on the bones you toss to them
now I’m not one to sit and spin
because living well’s the best revenge
and baby, I am calling you on that
don’t turn your talking points on me.
history will set me free
the future’s ours and you don’t even
rate a footnote. now
so who’s chasing you?
where did you go, you disappear
midsentence in a judgement crisis…
I see my in and go for it.
you weakened shill
all your sad and lost apostles
hum my name and flare their nostrils
choking on the bones you tossed to them
now I’m not one to sit and spin
because living well’s the best revenge
and baby, I am calling you on that.
you, savor your dying breath
I forgive but I don’t forget.
you work it out.
let’s hear that argument again.
Camera 3. go. now.
all your sad and lost apostles
hum my name and flare their nostrils
choking on the bones you toss to them
now I’m not one to sit and spin
because living well’s the best revenge
and baby, I am calling you on that.
baby I am calling you on that
baby I am calling you
“Vivere Bene E’ La Miglior Vendetta”
-george Herbert [1593- 1633]
Uomo di chiesa e poeta metafisico inglese
e’ solo quando il tuo veleno gira
nella vita che speravi di vivere
e all’improvviso ti svegli in un panico agitato
ora.
mi hai sistemato come un agnello al macello
garbo nei panni della figlia dell’agricoltore
Incredibile. il Vangelo secondo… chi?
Mi sono sdraiato completamente.
tutti i vostri tristi e smarriti apostoli
borbottano il mio nome e avvampano le narici
siamo intasati dalle ossa che gli abbiamo gettato
ora io non sono il tipo che mostra il dito medio
perché vivere meglio è la migliore vendetta
e baby, sto facendo appello a questo.
Non rigirate i vostri discorsi su di me
la storia mi renderà libero
il futuro è nostro e voi non
meritate neanche una nota a piè di pagina. Ora
perciò chi vi sta dando la caccia?
dove siete andati? Siete scomparsi
a metà frase in un giudizio di crisi…
vedo il mio incasso e vado in quella direzione.
voi doppiogiochisti affievoliti.
tutti i vostri tristi e smarriti apostoli
borbottano il mio nome e avvampano le narici
siamo intasati dalle ossa che gli abbiamo gettato
ora io non sono il tipo che mostra il dito medio
perché vivere meglio è la migliore vendetta
e baby, sto facendo appello a questo.
voi, pregustate il vostro respiro morente
Io perdono ma non dimentico
ci avete lavorato per bene.
sentiamo sempre la stessa motivazione.
camera 3… Via. Ora.
tutti i vostri tristi e smarriti apostoli
borbottano il mio nome e avvampano le narici
siamo intasati dalle ossa che gli abbiamo gettato
Ora io non sono il tipo che mostra il dito medio
perché vivere meglio è la migliore vendetta
e baby, ti invito a fare lo stesso.
baby, ti invito a fare lo stesso.
baby, ti invito a farlo.
“Man-Sized Wreath”
turn on the TV, what do I see?
a pageantry of empty gestures
all lined up for me, wow
I’d have thought by now
we would be ready to proceed
but a tearful hymn to tug the heart
And a man-sized wreath, oww
THROW IN ON THE FIRE
THROW IT ON THE AIR
KICK IT OUT ON THE DANCE FLOOR
LIKE YOU JUST DON’T CARE.
wave the palms, steal the alms,
a fist in the air.
a motorcade of benign strength shows
the people that you care, oww.
nature abhors a vacuum
but what’s between your ears?
your judgement clouded
with fearful thoughts.
headlights on a deer, oww.
THROW IN ON THE FIRE
THROW IT ON THE AIR
KICK IT OUT ON THE DANCE FLOOR
LIKE YOU JUST DON’T CARE.
LOOK AT WHAT I FOUND!
EVERYBODY LOOK AROUND
EVERYBODY LOOKING LIKE THEY JUST DON’T CARE.
GIVE ME SOME
well I’m not deceived by pomp
and odious conceit
but a tearful hymn to tug the heart
and a man-sized wreath, oww
THROW IN ON THE FIRE
THROW IT ON THE AIR
KICK IT OUT ON THE DANCE FLOOR
LIKE YOU JUST DON’T CARE.
LOOK AT WHAT I FOUND!
EVERYBODY LOOK AROUND
EVERYBODY LOOKING LIKE THEY JUST DON’T CARE.
THROW IN ON THE FIRE
THROW IT ON THE AIR
KICK IT OUT ON THE DANCE FLOOR
LIKE YOU JUST DON’T CARE.
GIVE ME SOME.
give me some.
give me some.
“Corona Smisurata”
accendo la TV, cosa vedo?
un cerimoniale di gesti vuoti
tutti disposti per me, wow
fino ad ora pensavo
che eravamo pronti per procedere
ma un inno strappalacrime per trainare i cuori
e una corona smisurata, oww
GETTALA NEL FUOCO
BUTTALA IN ARIA
LANCIA CALCI NELLA SALA DA BALLO
COME SE NON TI IMPORTASSE.
agita i palmi, ruba l’elemosina,
un pugno per aria.
un corteo di forze benevole mostra
le persone che importano, oww
la natura aborrisce il vuoto
ma cosa c’è tra le tue orecchie?
i tuoi giudizi torbidi
di paurosi pensieri.
fanali su un cervo, oww.
GETTALA NEL FUOCO
BUTTALA IN ARIA
LANCIA CALCI NELLA SALA DA BALLO
COME SE NON TI IMPORTASSE.
GUARDA COSA HO TROVATO!
TUTTI SI GUARDANO ATTORNO
A TUTTI SEMBRA NON IMPORTARE
DAMMI QUALCOSA
bene non mi ingannano le ostentazioni
e le odiose presunzioni
ma c’è un inno strappalacrime
e una corona smisurata, oww
GETTALA NEL FUOCO
BUTTALA IN ARIA
LANCIA CALCI NELLA SALA DA BALLO
COME SE NON TI IMPORTASSE.
GUARDA COSA HO TROVATO!
TUTTI SI GUARDANO ATTORNO
A TUTTI SEMBRA NON IMPORTARE.
GETTALA NEL FUOCO
BUTTALA IN ARIA
LANCIA CALCI NELLA SALA DA BALLO
COME SE NON TI IMPORTASSE.
DAMMI QUALCOSA.
dammi qualcosa.
dammi qualcosa.
“Supernatural Superserious”
“my brain is the key that sets me free”
-harry houdini, 1874-1926
everybody here
comes from somewhere
that they would just as soon forget
and disguise
at the summer camp where you volunteered
no one saw your face,
no one saw your fear
if that apparition had just appeared
took you up and away
from this base and sheer
humiliation.
of your teenage station.
nobody cares
no one remembers
and nobody cares
yeah you cried and you cried
he’s alive he’s alive
yeah you cried and you cried and you
cried and you cried
if you call out “safe”
then I’ll stop right away
if the premise buckles
and the ropes starts to chafe
the details smart
but the story’s the same
you don’t have to explain,
you don’t have to explain
humiliation.
of your teenage station.
yeah you cried and you cried
he’s alive he’s alive
yeah you cried and you cried and you
cried and you
realize your fantasies
are dressed up in travesties
enjoy yourself with no regrets
everybody here
comes from somewhere
that they would just as soon forget
and disguise
yeah you cried and you cried
he’s alive he’s alive
yeah you cried and you cried and you
cried and you cried
now there’s nothing
dark and there’s nothing weird
don’t be afraid i will hold you near.
from the seance where you first betrayed
an open heart on a darkened stage
a celebration
of your teenage station.
this
inexperience, sweet, delirious.
supernatural, superserious.
inexperience, sweet, delirious.
supernatural, superserious,
wow.
“Soprannaturale Superserio”
“il mio cervello è la chiave che mi renderà libero”
-harry houdini, 1874-1926
tutti quanti qui
vengono da qualche posto
che dimenticheranno al più presto
e camufferanno
al campo estivo dove eri volontario
nessuno vedeva la tua faccia
nessuno vedeva la tua paura
se quella apparizione fosse apparsa
e ti avesse portato in alto e via
da questa vile e pura
umiliazione.
della tua stazione adolescenziale.
a nessuno importa
nessuno ricorda
e a nessuno importa
sì hai urlato e hai urlato
lui è vivo, lui è vivo
sì hai urlato e hai urlato e hai
urlato e hai urlato
se gridi “sicuro”
allora mi fermerò di colpo
se la premessa cade
e la fune inizia a consumarsi
i dettagli sono furbi
ma la storia è sempre la stessa
non devi spiegare
non devi spiegare
l’umiliazione.
della tua radio adolescenziale.
sì hai urlato e hai urlato
lui è vivo, lui è vivo
sì hai urlato e hai urlato e hai
urlato e hai
capito che le tue fantasie
indossano travestimenti
divertiti senza rimorsi
tutti quanti qui
vengono da qualche posto
che dimenticheranno al più presto
e camufferanno
sì hai urlato e hai urlato
lui è vivo, lui è vivo
sì hai urlato e hai urlato e hai
urlato e hai urlato
ora non c’è niente
di oscuro e niente di strano
non aver paura ti terrò vicino.
da quella seduta spiritica dove sei stato tradito per
la prima volta
un cuore aperto su un palco oscurato
una celebrazione
della tua radio adolescenziale.
questa
inesperienza, dolce, delirio.
soprannaturale, superserio.
inesperienza, dolce, delirio.
soprannaturale, superserio,
wow
“Hollow Man”
I’ve been lost inside my head.
echoes fall off me.
I took the prize last night
for complicated mess
for saying things I didn’t mean and
don’t believe
believe in me, believe in nothing
corner me and make me something
I’ve become the hollow man,
have I become the hollow man I see?
I see this echoing
you had placed your trust in me
I went upside down.
I emptied out the room in 30 seconds flat
I can’t believe you held your ground
believe in me, believe in nothing
corner me and make me something
I’ve become the hollow man,
have I become the hollow man I see?
I’m overwhelmed, I’m on repeat
I’m emptied out, I’m incomplete
you trusted me, I want to show you
I don’t want to be the hollow man
believe in me, believe in nothing
corner me and make me something
I’ve become the hollow man,
have I become the hollow man I see?
“Hollow Man”
Mi sono perso dentro la mia testa.
gli echi si attutiscono in me.
ho preso il premio l’altra notte
per i casini complicati
per aver detto cose che non volevo e
in cui non credevo
credi in me, non credere a niente
mettimi all’angolo e fai qualcosa per me
sono diventato l’uomo vuoto,
sono diventato l’uomo vuoto che vedo?
vedo questo echeggiare
hai riposto la tua fiducia in me
ho perso le staffe
ho svuotato la stanza in 30 secondi netti
non posso credere che sei rimasto fermo nella tua posizione
credi in me, non credere a niente
mettimi all’angolo e fai qualcosa per me
sono diventato l’uomo vuoto,
sono diventato l’uomo vuoto che vedo?
sono distrutto, sono in ripetizione
sono svuotato, sono incompleto
hai creduto in me, ti voglio mostrare
che non desidero essere l’uomo vuoto
credi in me, non credere a niente
mettimi all’angolo e fai qualcosa per me
sono diventato l’uomo vuoto,
sono diventato l’uomo vuoto che vedo?
“Houston”
IF THE STORM DOESN’T KILL ME,
THE GOVERNMENT WILL.
GOTTA GET THAT OUT OF MY HEAD.
IT’S A NEW DAY TODAY AND THE COFFEE IS STRONG,
I FINALLY GOT SOME REST.
SO A MAN’S PUT TO TASK AND CHALLENGES.
I WAS TAUGHT TO HOLD MY HEAD HIGH.
COLLECT WHAT IS MINE,
MAKE THE BEST OF WHAT TODAY HAS.
HOUSTON IS FILLED WITH PROMISE,
LAREDO’S A BEAUTIFUL PLACE.
AND GALVESTON SINGS LIKE THAT SONG THAT I LOVED,
ITS MEANING HAS NOT BEEN ERASED.
AND SO THERE ARE CLAIMS FORGIVEN
AND SO THERE ARE THINGS THAT ARE GONE
HOUSTON IS FILLED WITH PROMISE,
LAREDO’S A BEAUTIFUL PLACE.
AND GALVESTON SINGS LIKE THAT SONG THAT I LOVED,
ITS MEANING HAS NOT BEEN ERASED.
AND SOME THINGS THEY FALL TO THE WAYSIDE
THEIR MEMORY YET TO BE STILLED
BELIEF HAS NOT FAILED ME
AND SO I AM PUT TO THE TEST
“Houston”
SE L’URAGANO NON MI UCCIDERA’
LO FARA’ IL GOVERNO
DEVO TOGLIERMI QUESTA COSA DALLA TESTA
OGGI E’ UN NUOVO GIORNO E IL CAFFE’ E’ FORTE,
FINALMENTE UN PO’ DI RIPOSO
PERCIO’ UN UOMO DEVE DARSI DA FARE E
METTERSI ALLA PROVA
MI HANNO INSEGNATO A RIMANERE A TESTA ALTA
RACCOGLIERE QUELLO CHE E’ MIO,
FARE DEL MEGLIO CON QUELLO CHE L’OGGI HA DA DARTI.
HOUSTON E’ PIENO DI PROMESSE,
LAREDO E’ UN POSTO BELLISSIMO,
E GALVESTON CANTA COME QUELLA CANZONE
CHE HO AMATO
IL SUO SIGNIFICATO NON E’ STATO CANCELLATO
E QUINDI CI SONO DICHIARAZIONI PERDONATE
E QUINDI CI SONO COSE CHE SONO ANDATE VIA
HOUSTON E’ PIENO DI PROMESSE,
LAREDO E’ UN POSTO BELLISSIMO,
E GALVESTON CANTA COME QUELLA CANZONE
CHE HO AMATO
IL SUO SIGNIFICATO NON E’ STATO CANCELLATO
E ALCUNE COSE CADONO AI MARGINI
DELLA STRADA
LA LORO MEMORIA E’ ANCORA DA INQUADRARE
LA MIA FEDE NON MI HA LASCIATO
E QUINDI SONO MESSO ALLA PROVA
“Accelerate”
sinking fast, the weights chained to my feet
no time to argue with belief. I’m not alone,
a thousand others dropping faster than me.
what put me here, nothing to
hold on to, nowhere to brake.
where is the rip cord, the trap door, the key?
where is the cartoon escape hatch for me?
no time to question the choices I make
I’ve got to fall in another direction.
the last thing I remember
is climbing up the stairs
I threw the window open, challenging despair.
i don’t know what i need, I needed time,
i needed to escape.
i saw the future turn upside down
and hesitated.
where is the rip cord, the trap door, the key?
where is the cartoon escape hatch for me?
no time to question the choices I make
I’ve got to fall in another direction.
accelerate.
the vista I see now is changing.
uncertainty is suffocating.
hope has never felt so grating. lit up dim,
and pounding pulse.
make it go. make it slow down.
and go
where is the rip cord, the trap door, the key?
where is the cartoon escape hatch for me?
no time to question the choices I make
I’ve got to fall in another direction.
The city sputters like it’s ready to
explode
accelerate to make it slow, make it go.
accelerate to make it slow, make it go.
accelerate, I’m incomplete,
I’m incomplete, I’m incomplete
“Accelerare”
affondando velocemente, col peso incatenato
ai piedi
non c’è tempo per trattare con la propria fede. Non sono solo,
altri mille cadono ancora più rapidi di me.
cosa mi ha messo qui, niente a cui
reggersi, non c’è posto per frenare.
dov’è il cavo di strappo, la botola, la chiave?
dov’è la vignetta via di fuga per me?
non c’è tempo per riflettere sulle scelte che faccio
devo cadere in un’altra direzione
l’ultima cosa che ricordo
è di essere salito per le scale
ho spalancato la finestra, stimolante disperazione
non so quello che voglio, avevo bisogno di tempo
avevo bisogno di scappare.
vedevo il futuro capovolgersi
e ho esitato.
dov’è il cavo di strappo, la botola, la chiave?
dov’è la vignetta via di fuga per me?
non c’è tempo per riflettere sulle scelte che faccio
devo cadere in un’altra direzione
accelerare
il panorama che vedo ora sta cambiando
l’incertezza sta soffocando
la speranza non si è mai sentita così irritata. si
accende fioca,
e pulsa martellante
lasciala andare. falla rallentare
e andare
dov’è il cavo di strappo, la botola, la chiave?
dov’è la vignetta via di fuga per me?
non c’è tempo per riflettere sulle scelte che faccio
devo cadere in un’altra direzione
la città scoppietta come pronta
per esplodere
accelerare per ridurre la velocità, lasciarla andare.
accelerare per ridurre la velocità, lasciarla andare.
accelerare, sono incompleto
sono incompleto, sono incompleto
“Until The Day Is Done”
When fascism comes to America, it will be
wrapped in the flag and carrying the cross.
–Sinclair Lewis
thanks for the last and greates betrayal
of the last and greatest of human dreams.
thanks for the american dream to vulgarize
and falsify until the bare lies shine through.
– William s. burroughs
the battle’s been lost, the war is not won.
an addled republic, a bitter refund.
the business first flat earthers
licking their wounds
The verdict is dire, the country’s in ruins.
providence blinked, facing the son
and where are we left, to carry on
until the day is done
until the day is done
so we’ve written our stories to entertain
these notions of glory and bull market gain
the teleprompt flutters, a power surge brings
an easyspeak message falls into routine
providence blinked, facing the son
and where are we left, to carry on
until the day is done
until the day is done
a voice whispers “son.”
the blessed vision comes.
what have i done? what have i done?
so hold tight your babies and your guns
forgive us our trespasses. father and son
providence blinked, facing the son
and where are we left, to carry on
until the day is done
until the day is done
“Mr. Richards”
mr. richards, your position
is a messenger pigeon
left behind you when the camp moved on
you thought that you had listened
but the words had never crystallized
into a truth that you might own, hey hey
mr. richards, your decision
pay attention, pay attention
mr. richards, you’re forgiven
for a narrow lack of vision
but the fires are still raging on
the public’s got opinions
and these consequences border on
the compound that you razed where
“zealots” sang, hey hey
mr. richards, your decision.
pay attention, pay attention.
so listen, your intention
sign the papers, stamp the ribbon
you’re mistaken if you think we’ll just forget.
you can thump your chest and rattle,
stand in front of your piano
but
we know what’s going on.
yes we know what’s going on
we’re the children of the choir, hey
and we know what’s going on.
mr. richards, your conviction
had us cheering in the kitchen
now the jury’s eating pigeon pie
so tell me how is prison?
have they taught you how to listen?
we’ve begun to bridge the schism,
pay attention, pay attention.
mr. richards, your decision.
pay attention, pay attention.
you can thump your chest and rattle
stand in front of your piano
but
we know what’s going on.
yes we know what’s going on
we’re the children of the choir, hey.
from the compound fire, hey
and we know what’s going on.
yes, we know what’s going on.
“Mr. Richards”
mr. richards, la tua posizione
è quella di un piccione viaggiatore
lasciato indietro quando il campo si è spostato
pensavi di aver ascoltato bene
ma le parole non si sono mai cristallizzate
in una verità che possedevi, hey hey
mr. richards, la tua decisione
fai attenzione, fai attenzione
mr. richards, sei perdonato
per la tua mentalità stretta
ma i fuochi stanno ancora imperversando
la gente ha le sue opinioni
e queste conseguenze confinano con
le aree che hai raso al suolo erano
“fanatici” canta, hey hey
mr. richards, la tua decisione
fai attenzione, fai attenzione
perciò ascolta, la tua intenzione
è firmare il documento, stampare il fiocco
ti sbagli se pensi che noi dimenticheremo.
puoi percuotere il tuo petto e il sonaglio
stare di fronte al tuo piano
ma
noi sappiamo quello che sta accadendo.
sì, sappiamo quello che sta accadendo.
siamo i figli del coro, hey
e sappiamo quello che sta accadendo.
mr. richards, la tua convinzione
ci ha tranquillizzati in cucina
ora la giuria sta mangiando torta di piccione
perciò dimmi, com’è la prigione?
ti hanno insegnato come si fa ad ascoltare?
Abbiamo iniziato a colmare lo scisma,
fai attenzione, fai attenzione.
mr. richards, la tua decisione
fai attenzione, fai attenzione
puoi percuotere il tuo petto e il sonaglio
stare di fronte al tuo piano
ma
noi sappiamo quello che sta accadendo.
sì, sappiamo quello che sta accadendo
siamo i figli del coro, hey.
dalle aree di fuoco, hey
e sappiamo quello che sta accadendo
sì, sappiamo quello che sta accadendo
“Sing For The Submarine”
it feels, in dreams,
that everything’s there for you
the city breathes and pulses,
It’s fuel, electron blue.
i knew, that you, could see right through it
so this is where you give in to the machine
lift up your voice, feel gravitys pull,
and drown out the siren’s ring
ohhh
it’s all here where i keep it.
it’s all in the submarine.
It’s all a lot less frightening
than we would’ve had it be.
and that’s the good news, my darling
it is what it’s going to be, so
sing, sing for the submarine.
i tried to explain how it all begins
how it’s all destroyed and built again.
i knew, that you, could not believe me.
but now you’re here and it’s different,
how the light shines in your eyes
and every second a century,
it’s then that I realised.
the world as we know it, a high speed train,
we’ll pick it all up and start again
it’s all here where i keep it.
it’s all in the submarine.
it’s all a lot less frightening
than we would’ve had it be.
and that’s the good news, my darling
It is what it’s going to be, so
sing, sing for the submarine.
the city did not collapse in a shudder
the rain, it never came.
at least my confessions made you laugh,
I know it’s a little crazed.
but these dreams, they seem, so real to me
it’s all here where i keep it.
it’s all in the submarine.
It’s all a lot less frightening
than we would’ve had it be.
and that’s the good news, my darling
it is what it’s going to be, so
sing, sing for the submarine
and so this is where you trust me,
that this s where it begins.
It’s all a lot less frightening,
we’re here in the interim.
tyrell and his mechanical owl,
a moth disguised as a leaf.
don’t tell me what tomorrow brings,
we climb into the hidden machine,
and sing, sing, sing, sing, sing, sing,
sing, sing for the submarine.
“Horse To Water”
I could have kept my head down
I might have kept my mouth shut.
I should have held my own,
you lead a horse to water and you
watch him drown.
you’re only as big as your battles.
rattle my cage with your shadow.
I’m a bantamweight with a
mouthful of feathers
don’t you know that what comes around
goes around
I’m not that easy,
I am not your horse to water
I hold my breath I come around round round.
don’t darken my doorstep again
you’re mixing up lemonade gin-gin
you’re mixing up lose with win/win
lead a horse to water and you
watch him drown.
you’re stumble on glass top table.
divas chewing chalk on cable.
humvee up a beanstalk fable,
I don’t call this entertainment
’cause humpty’s falling down.
I’m not that easy,
I am not your horse to water
I hold my breath I come around round round
pick a fight launch a buzzy bar brawl
Friday night cufk or fight a pub crawl
bantamweight with a mouthful of feathers,
don’t you know that what comes around
goes around
I’m not that easy,
I am not your horse to water
I hold my breath I come around round round
It’s not that easy
I am not your horse to water
I hold my breath I come around round round
you’re going down, down, down
this run around round round
is bound to pound the daylights out of you!
“I’m gonna DJ”
death is pretty final.
I’m collecting vinyl.
I’m gonna DJ at the end of the world
‘cause if heaven does exist
with a kickin’ playlist
I don’t want to miss it at the end of the
world
hey steady steady, hey steady steady
I don’t wanna go untill I’m
good and ready…
it’s on my mind,
and it’s in my mind
and it’s what I found,
and it’s what I find
it’s on my mind,
and it’s in my mind
and it’s what I found,
oh my oh my
but “I’ll spin way right
through it.”, claims enthusiast
Jack Pruitt.
as the moths circle the moon,
as you’re circling the room
music will provide the light
you cannot resist.
you cannot resist,
you cannot resist
and the weblogs that get tangled
as you willie and you wangle
in your wake-up in Seattle
where you fought the nascent battle.
and you threw the thread and throttle
let us raise another bottle
raise another bottle
raise another bottle
because death is pretty final.
I’m collecting vinyl.
I’m gonna DJ at the end of the world
hey steady steady, hey steady steady
I don’t wanna go untill I’m good and ready
it’s on my mind,
it’s in my mind
it’s what I found,
and it’s what I find
‘cause it’s on my mind,
it’s in my mind
it’s what I found,
oh my oh my
hey steady steady, hey steady steady
I don’t wanna go untill I’m good and ready
hey steady steady, hey steady steady
I don’t wanna go untill I’m good and ready
music will provide the light
you cannot resist!
you cannot resist
you cannot resist
yeah.
DelRock.it - Recensione di Accelerate
di Riccardo Bertoncelli - da delrock.it
Dunque, il nuovo disco REM è un CD “con un motore turbo”, un album di “canzoni brevi, rapide, dirette, con suoni quasi esclusivamente di chitarra. Registrato per lo più live in studio, tenendo volentieri buone le prime takes. Riducendo tutto all’osso, musica e parole, semplificando il passaggio dalla testa agli strumenti. Il titolo è venuto alla fine, prima sono arrivate le canzoni: istintive, trafelate, anche arrabbiate.”
Era ora, si può dire? Quello che più dava fastidio dei REM dal 2000, quindi Around The Sun ma anche il precedente Reveal, era la pappa sonora che i nostri cuochi amavano cucinare, destrutturando le materie prime, per usare il gergo di Ferran Adrià, spolpando e sifonando i suoni con un risultato finale che non solo era melenso ma anche malinconico (e Dio solo sa quanto i REM odino la diffusa leggenda che li vuole campioni del rock cervellotico e triste).
Bene, quelle macchinazioni in senso letterale sono state accantonate per un suono molto più vivo e diretto, che colpisce fin dall’attacco di Living Well’s The Best Revenge. Quando alla traccia 6 arriva la title track a consacrare l’alta velocità, il disco è già su di giri: con tutti i suoi pro e contro, perchè è vero che questi REM energici e dritti-in-faccia sono molto meglio dei pallidi spettri di ieri ma Peter Buck non è proprio un asso con la chitarra heavy, il suono resta sempre troppo lavorato e la meravigliosa voce che il dio del rock ha dato in dono al signor Stipe è in affanno più di una volta sotto il peso dei suoni.
Sapete quando si allarga il cuore e torna a spandersi il profumo dei REM più appassionanti? Nel paio di canzoni in cui il ritmo rallenta e la band tiene una comoda velocità di crociera: in Houston, splendida miniatura di un minuto e mezzo, e in Until The Day Is Done, che Buck definisce “uno dei miei falsi folk irlandesi in 6/4″ e in effetti sembra la distorta versione 08 di qualche ballata popolare. Io ci farei la firma per un disco tutto così, e credo che prima o poi i REM mi daranno soddisfazione. Mi sembra criminale che abbiano abbandonato, e da quindici anni ormai, la pista dei loro album psico folk rock, il trittico meraviglioso di Green, Out Of Time, Automatic For The People. Per un gigantesco equivoco credo abbiano considerato quei dischi “troppo semplici”, e i REM per statuto non fanno mai cose semplici, e magari anche rétro, e guai solo a pensare una cosa del genere.
Peccato, sono sicuro che c’è un giacimento enorme di quelle canzoni nella testa del signor Stipe. Prima o poi le trivelle si metteranno a scavare nella sua mente e vedrete se non ho ragione. Forse il rumore della perforazione si sente già qui: sono le bizzarre code di molti pezzi, fateci caso, pennate forti, tagli bruschissimi, uno strillo che sbava e sembra un SOS (Mansized Wreath) - Neil Young manderà un telegramma di felicitazioni.
(11:33 - 28 mar 2008)
WUZ cultura & spettacolo - Recensione di Accelerate
di Giulia Mozzato - da wuz.it
Accelerate: i REM
Lasciatemi parafrasare una splendida battuta del celebre film Amadeus: “Si può dire solo REM”, nel bene e nel male.
Una dose di rock in più, un pizzico di ritorno al passato, qualche goccia di originalità, ma alla fine il cocktail è quello, solito, dei REM, nel bene e nel male.
Vi piacciono? Non vi deluderà questo album.
Vi hanno un po’ stancati? vi stancherete ancor più.
È vero, come scrive Riccardo Bertoncelli su delrock.it, che troviamo in questo album “un suono molto più vivo e diretto, che colpisce fin dall’attacco di Living Well’s The Best Revenge. Quando alla traccia 6 arriva la title track a consacrare l’alta velocità, il disco è già su di giri”, ma è anche plausibile che questo accada “con tutti i suoi pro e contro, perchè è vero che questi REM energici e dritti-in-faccia sono molto meglio dei pallidi spettri di ieri ma Peter Buck non è proprio un asso con la chitarra heavy”.
La voce è quella di Michael Stipe, quella che tutti conosciamo e riconosciamo alla prima nota. Adesso più intensa, matura, completa, armonica, insomma migliore di quella di un tempo. Ma sempre la sua voce, caratteristica, segno inconfondibile del gruppo come fu quella di Peter Gabriel per i Genesis o Mick Hucknall per i Simply Red, per intenderci. Voci non eccezionali, ma in qualche modo straordinarie. Un timbro che comunque fatica in alcuni punti a trovare il suo spazio se gli strumenti prendono il sopravvento.
Il titolo, Accelerate, rende bene l’idea di questo ritmo incalzante dell’album, che trova solo piccoli momenti di tregua.
“Accelerazione può riguardare la libertà e il fatto di lasciarsi andare - ha dichiarato Stipe a David Fricke in un’intervista per RollingStone - Ma può anche riferirsi all’essere assolutamente fuori controllo”.
Un titolo che comunque “è venuto alla fine, prima sono arrivate le canzoni: istintive, trafelate, anche arrabbiate”.
Abbiamo la netta sensazione sonora di questo ascoltando Living Well Is The Best Revenge, la prima canzone terminata, totalmente live, Accelerate che dà il nome all’album, Horse To Water, o I’m Gonna DJ e naturalmente Supernatural Superserious, il brano-immagine che ha anticipato l’uscita del disco.
A prendere una deriva diversa Houston, un minuto e mezzo di perfezione, e la bellissima Until The Day Is Done, che Buck definisce “uno dei miei falsi folk irlandesi in 6/4″ e in effetti sembra una ballata popolare, come del resto anche Mr Richards.
Perché così poche musiche dell’album percorrono questa strada?
Ce lo chiediamo con una certa dose di malinconico rimpianto per quel che i REM furono e potrebbero tornare a essere.
01 aprile 2008
Il Mucchio - Recensione di Accelerate
di Federico Guglielmi - da ilmucchio.it
Ci sono fondamentalmente due modi, entrambi legittimi, per accostarsi a quest’album dei R.E.M.: il primo, tipico dei vecchi estimatori della band di Athens resi cinici dalle delusioni e dallo “spirito critico” elaborato negli anni, si fonda sulla convinzione che qualsiasi cosa Michael Stipe e compagni tireranno mai fuori da qui all’eternità non potrà in alcun caso eguagliare in spessore quanto realizzato fino a New Adventures In Hi-Fi (1996), mentre nel secondo - da fan parecchio più giovani - prevalgono lo stupore e l’entusiasmo per trovarsi di fronte un gruppo dedicatosi a uno stile più vicino a quello del passato, da essi quindi apprezzato solo a posteriori e non in tempo reale. Il dato inconfutabile è infatti che, in linea di massima, i R.E.M. sono ritornati con una certa decisione alle chitarre sature e alle canzoni dal forte impatto rock, ponendo un po’ in secondo piano la grazia e la levigatezza da molti reputate eccessive di Reveal e soprattutto Around The Sun: un “dietro-front” di spirito oltre che di suono, qui tradotto in undici brani per lo più che bravi che al di là della potenza sviluppata - in scaletta ci sono anche numerose ballad: alla mesmerica e malinconica Until The Day Is Done va la palma della più riuscita - evidenziano una passione e una profondità che francamente si faticavano un po’ a riscontrare nei compitini abbastanza fuori fuoco del precedente Around The Sun. Eloquente e azzeccata, in tal senso, l’ottima Supernatural Superserious scelta come singolo apripista, all’insegna di un’epica levità. Insomma, un album che senza dubbio funziona, dalla “botta” iniziale di Living Well Is The Best Revenge alla ruvida e ludica I’m Gonna DJ che chiude le ostilità neppure trentacinque minuti più tardi, ma che rimane tuttavia un surrogato dei R.E.M. storici. Va benissimo così, perché ai “ragazzi” georgiani non era proprio lecito chiedere di più… ma da chi li segue dai tempi di Radio Free Europe si può pretendere al massimo un contenuto, pur convinto apprezzamento.
(Recensione tratta dal Mucchio n.645 - Aprile 2008)
Indie-Rock.it - Recensione di Accelerate
di Vincenzo Ostuni da Indie-Rock.It
“Ditelo agli amici, scrivetelo sui muri, urlatelo dalle finestre: I REM ci sono ancora, forse non più innovativi come qualche lustro fa, ma ancora ispirati… A dispetto di chi li vorrebbe ormai prossimi al prepensionamento”
il giudizio di indie-rock.it: 8/10
GENERE: rock americano.
PROTAGONISTI: Michael Stipe (voce), Mike Mills (basso, tastiere), Peter Buck (chitarre). Collaborano il fido multistrumentista Scott McCaughey (Young Fresh Fellows, Minus 5) ed il batterista Bill Rieflin (ex Ministry). Co-produce Jacknife Lee.
SEGNI PARTICOLARI: I REM sono la band che a partire dall EP ‘Chronic Town’ (IRS, 1982) ha scritto alcune delle pagine più significative del rock alternativo d’oltreoceano degli ultimi 25 anni: album quali l’esordio ‘Murmur’ (1983), ‘Reckoning’ (1984) e ‘Lifes Rich Pageant’ (1986) sono unanimemente considerati capisaldi del genere in questione, nonché dichiarata fonte d’ispirazione per alcuni dei protagonisti delle scene indie e grunge nel corso del decennio successivo. Dopo il successo commerciale degli anni ‘90 (l’album pop definitivo ‘Out Of Time’ – 1991 - e l’etereo e semiacustico ‘Automatic For The People’, 1992) e la dipartita del batterista Bill Berry, Stipe e soci si reinventano come trio, dando alle stampe dapprima l’ottimo ‘Up’ (1998), tra melodia e sperimentazione, e successivamente i più discussi ‘Reveal’ e ‘Around The Sun’. Con il nuovo ‘Accelerate’, i REM cercano di riappropriarsi della propria identità e di riconquistare l’affetto del pubblico rimasto interdetto dagli ultimi due lavori.
INGREDIENTI: probabilmente era un passo necessario, sebbene non si tratti propriamente di un atto di coraggio: riappropriarsi delle proprie radici per riacquistare l’affetto di un pubblico tutto sommato fedele anche quando ha dovuto deglutire un paio di bocconi un po’ pesanti (anche se, occorre dirlo, mai del tutto indigesti), e di una critica pronta a sottolineare tutti i “vorrei ma non posso” artistici di una band ormai legata indissolubilmente ad un mondo discografico major che non permette passi falsi o colpi di testa. Così pezzi quali l’ottima ‘Hollow Man’ e la title-track ‘Accelerate’ sembrano davvero uscire dai solchi degli indimenticati album IRS, sfacciatamente pop, con tanto di jingle-jangle la prima, più tirata ed elettrica ma altrettanto contagiosa la seconda, mentre la sofferta ballata folk dal testo ecologista ‘Until The Day Is Done’ porta l’indelebile marchio di fabbrica di una band che in passato ha prodotto illustri ed immortali esempi quali ‘Fall On Me’ e ‘Find The River’. Altrove Stipe e soci escono timidamente fuori dal seminato, tirando fuori dal cilindro un fulminante pezzo di stampo garage anni ‘60 quale ‘Man-Sized Wreath’, richiamando il power pop dei Posies in ‘Supernatural Superseriuous’, tuffandosi in un plumbeo folk and roll nella breve ed intensa ‘Houston’, e soprattutto dispiegando le ali in una fantastica ‘Sing For The Submarine’ in odor di psichedelia, epica e caracollante, che in un mondo (o, semplicemente, in una casa discografica…) ideale sarebbe il singolo perfetto. E poi ancora una menzione la merita ‘Mr. Richards’, come gli Smashing Pumpkins di ‘Siamese Dream’ ma appena più gentili.
DENSITA’ DI QUALITA’: complice la breve durata (circa 35 minuti), ‘Accelerate’ possiede l’indubbio pregio della coesione, accompagnato da una qualità di composizione piuttosto elevata. In un simile contesto, si possono facilmente perdonare, o addirittura apprezzare, qualche sciatteria qua e là (’Horse To Water’) o il divertissement glam della conclusiva ‘I’m Gonna DJ’. Uno sguardo all’indietro naturale e forse doveroso, a patto che per il futuro Stipe e soci non rinuncino a rimescolare le carte come ogni grande band deve saper fare.
VELOCITA’: è dai tempi di ‘Monster’ (targato 1994), che I REM non pigiano sul piede dell’acceleratore con così tanta convinzione, ed il titolo scelto per l’album ne è tangibile prova. La co-produzione del sig. Jacknife Lee, d’altra parte, non è certo incline a privilegiare le sfumature, prediligendo un suono forte e diretto.
IL TESTO: gli accenni politici nel testo di ‘Houston’.
LA DICHIARAZIONE: forse la migliore descizione del singolo presa dalla rete: “‘Supernatural Superserious’ is like a trusty old friend. One that’s been sorely missed”
IL SITO: ‘Remhq.com’.
Ondarock - Recensione di Accelerate
di Francesco Amoroso - da Ondarock.it
Mi sono trovato spesso in difficoltà quando ho tentato di spiegare a qualche giovane amico, interessato alla musica, chi sono gli Rem e ciò che hanno raggiunto e rappresentato per il rock indipendente negli anni Ottanta e Novanta. Il fatto è che, pian piano, mentre il successo della band cresceva, la loro credibilità agli occhi degli appassionati e dei critici più ‘duri e puri’ diminuiva in maniera inversamente proporzionale.
E, certamente, a peggiorare tale situazione, tanto da rischiare di renderla irreversibile, ha contribuito in maniera notevole l’ultimo album degli Rem, “Around The Sun”, punto più basso di una carriera costellata da picchi elevatissimi e qualche passo falso, ma, mai prima di allora, caratterizzata dalla totale assenza di ispirazione e voglia di stupire.
I fan e la critica, delusi ed esterrefatti, si sono chiesti in quel caso come una band di tale livello avesse potuto concepire e pubblicare un album così debole, noioso e privo di mordente.
Eppure è accaduto e Michael Stipe ha anche avuto la capacità di riconoscere il passo falso, ammettendo che il gruppo aveva perso la propria obiettività e la spinta e che lui, Peter Buck e Mike Mills non si erano praticamente parlati per un paio di album.
A quanto pare, però, la cattiva accoglienza della critica e l’indifferenza che il pubblico ha riservato ad “Around The Sun” ha avuto, almeno, l’effetto positivo di far comprendere alla band che, anche dopo venticinque anni di onorata carriera e tredici album di studio, c’era ancora qualcosa da dimostrare e provare.
Non è dato sapere se la scelta di pigiare sull’acceleratore ed alzare il volume ed il ritmo sia stata suggerita dal progressivo esaurirsi dell’ispirazione, da ragioni di mercato o dall’intervento del produttore Jacknife Lee, ma sta di fatto che questo metodo, che “Accelerate” annuncia sin dal proprio titolo, ha prodotto effetti benefici sul suono degli Rem: l’album dura appena 35 minuti ed è composto dalle canzoni più veloci e d’impatto che Stipe e soci abbiano scritto almeno da un decennio a questa parte, tutte suonate ed interpretate con un senso di gioiosa nonchalance.
Il paragone più semplice ed immediato potrebbe essere quello con “Monster”, tentativo mal riuscito di virare verso il glam-rock, compiuto dalla band già 15 anni fa, ma sarebbe fuorviante.
Infatti benché anche “Accelerate” sia popolato di chitarre fumanti e batterie pestate, non soffre delle imperfezioni e delle clamorose sviste del suo predecessore e, lungi dal voler essere una nuova svolta marcatamente rock, prende il rock’n’roll solamente come pretesto, sposandone l’attitudine, con l’intento di recuperare la perduta immediatezza e semplicità.
Più che alle ultime scialbe prove della band di Athens, questo lavoro finisce per rimandare ai fasti (indie) rock di “Document” (anno di grazia 1987). E non si può che essere soddisfatti quando le note di apertura di “Living Well Is The Best Revenge” richiamano alla mente quella favolosa cavalcata che fu “These Days” (da “Life’s Rich Pageant”, 1986).
Ma non c’è solo la velocità a rendere piacevole e godibile “Accelerate”: l’immancabile ballata (“Until The Day Is Done”) è particolarmente ispirata, il singolo scelto come apripista per l’album (“Supernatural Superserious”), è tra i migliori e più immediati della band da molti anni a questa parte, grazie anche agli splendidi cori di Mike Mills. E c’è, poi, il colpo di classe di “Hollow Man”, sfavillante mid-tempo, dove, ad accompagnare la inconfondibile voce di quell’autentico fuoriclasse di Michael Stipe, gli strumenti acustici si sposano alla perfezione con il feedback di Peter Buck.
Non tutto, però, è compiuto in questa gioiosa macchina da guerra: “Houston”, che sarebbe potuta essere un piccolo gioiello di gentile folk acustico, è un’occasione mancata e, sporcata da onnipresenti distorsioni elettriche, viene normalizzata e sacrificata sull’altare della compattezza. “Mr.Richard” nonostante le premesse, non riesce mai a decollare e, nonostante la brevità, risulta alquanto ripetitiva. Anche la finale “I’m Gonna DJ”, per quanto possa funzionare in Fm, rimane una canzone degli Rem geneticamente modificata che desta qualche perplessità.
Quel che è certo, in ogni caso, è che, superate le paure ed i timori iniziali, ad ogni nuovo ascolto, “Accelerate” mostra le sue caratteristiche e svela la sua rude grazia: la splendida voce di Michael Stipe è sempre lì, le chitarre di Peter Buck (finalmente di nuovo in primissimo piano), delicate o ruvide che siano, pure. E non mancano i cori west-coastiani ed il puntuale basso di Mike Mills.
Un po’ della poesia e del mistero dei tempi passati è, inevitabilmente, perduto, ma questa, purtroppo, non è una novità.
Così, se non un definitivo ritorno alla forma dei bei tempi, il nuovo lavoro di Stipe e compagni dimostra almeno che nel cuore affaticato ed un po’ consunto della band, attiva oramai da un quarto di secolo, scorre ancora sangue fresco e che non è, per ora, ancora giunto il momento di mettere la parola fine ad una esperienza che, a tratti indimenticabile, ha segnato la storia del rock degli ultimi tre decenni.
Voto: 7/10
(27/03/2008)