Rockol: R.E.M. iniziato il nuovo album
da Rockol.it
Peter Buck e Mike Mills dei R.E.M. hanno realizzato i demo di 14 nuovi brani che potrebbero costituire l’inizio del successore di “Accelerate”. Il chitarrista ed il bassista hanno lavorato i pezzi a Portland col produttore Tucker Martine, riportano fonti USA. “Non sono del tutto certo che si possa dire che abbiamo iniziato il nuovo disco”, ha affermato Buck. “Ma io e Mike scriviamo sempre, e io avevo un lotto di canzoni che provavamo durante il soundcheck dell’ultimo tour. Ci sono cose prettamente acustiche, del rock veramente rumoroso e anche un po’ di roba pop”. Michael Stipe per ora non ha partecipato alle sessioni. E volutamente, ha fatto intendere Buck, perché i due vogliono “far colpo” su di lui. “In un certo senso”, ha detto il chitarrista, “questo lavoro lo facciamo per far sì che Michael possa trarre ispirazione”. Per il successore di “Accelerate” la band di Athens avrebbe messo gli occhi sul produttore Jacknife Lee, già col gruppo proprio per lo stesso “Accelerate”. Lee è anche stato alla corte di, tra gli altri, U2, Editors e Weezer.
18 Maggio 2009
Indie-Rock: REM, nuove canzoni attendono l’approvazione di Stipe
Peter Buck e Mike Mills hanno lavorato alacremente nell’ultimo periodo, al fine di incrementare di un nuovo album la discografia dei REM.
I due hanno registrato su demo 14 canzoni insieme al produttore Tucker Martine a Portland. Micheal Stipe non c’era, perché la ‘prassi lavorativa della band di Athens prevede un suo intervento in un secondo momento per la creazione dei testi.
“Non si può propriamente dire di aver iniziato a lavorare al disco nuovo”, dice Buck a ‘Pitchfork’, “Ma io e Mike abbiamo scritto un sacco, e abbiamo una manciata di canzoni già provate nei soundcheck dello scorso tour.”
“Ci sono pezzi più acustici, altri di rock molto rumoroso, e altre più pop. E’ un suono più ampio rispetto ad ‘Accelerate’.”
Tutto ciò, però, potrà vedere la luce soltanto dopo l’assenso del frontman: “In un certo senso, quando cominciamo a lavorare su nuovi brani, il nostro obiettivo è il riuscire a ispirare Mike e indurlo a scrivere. Da parte sua non aspetta altro.”
Il disco nuovo dovrebbe essere prodotto da Jacknife Lee, lo stesso che ha lavorato all’ultimo LP della band di Athens.
16-5-2009
Pitchfork - Intervista: Peter Buck parla del nuovo album dei R.E.M.
Il leggendario chitarrista ci parla delle demo che sta registrando a Portland.

foto in studio di Vivian Johnson
Recenti notizie ci informano che alcuni membri dei R.E.M. si trovano ora a Portland, in Oregon, a lavorare sul nuovo materiale con il produttore Tucker Martin (Decemberists/Laura Veirs).
I R.E.M. solitamente non registrano le versioni demo in studio, ma il chitarrista Peter Buck e il bassista Mike Mills stanno facendo un’eccezione questa volta, buttando giù gli scheletri di 14 canzoni che potrebbero, ma anche no, apparire nel successore di Accelerate dello scorso anno. Il produttore di Accelarate Jacknife Lee, scelto per produrre anche il prossimo LP, è già a disposizione. Si trovano comunque nel processo iniziale di registrazione visto che il frontman Michael Stipe non ha ancora ascoltato le cose su cui stanno lavorando.
Ieri abbiamo parlato con Buck del nuovo album e dello stato dei vari progetti a cui collabora.
*——————-*
Pitchfork: Da quanto ho capito siete all’inizio del processo di registrazione in questo momento.

Peter Buck: Sì, non sono neanche sicuro di aver iniziato l’album, ma io e Mike scriviamo in continuazione e avevo alcune canzoni nate durante i soundcheck dello scorso tour. Voglio solo evitare di dimenticare le mie canzoni, Mike aveva alcune cose che vuole mettere giù. Non facciamo mai le demo; noi entriamo e registriamo. E mi sono detto “Bene, a Portland ho tante attrezzature; possiamo farlo lì”. E non è la prima volta che lavoro nello studio Jackpot! Sembrava la cosa giusta da fare.
Pitchfork: Quindi è un po’ come cantare nella tua segreteria telefonica, buttare giù tutte queste cose mentre le hai ancora fresche in mente?
PB: Beh, per me è più come una macchinetta delle sigarette. Ci sono una fila di cose, e ne devi tirar fuori una per poi arrivare all’altra. Se hai 10 o 12 canzoni che ti danzano attorno per me è difficile scriverne ancora perché devo ricordarmi le altre. E molte di queste le suono al computer, ma si tratta solo di una chitarra acustica e io che cerco di mormorare e canticchiare qualcosa. E’ bello invece avere una band che suona queste cose e le focalizza. E ora che abbiamo 14 canzoni e che abbiamo iniziato tutto il processo ti viene da dire “Ok, stiamo facendo questo, ora ho un’idea di come suona. Posso scrivere altro.

Pitchfork: Perciò non sai ancora se alcune di queste 14 canzoni appariranno nel prossimo album?
PB: Sai, è un processo che rimane sempre un po’ misterioso. Per certi versi, lo facciamo anche per stimolare Michael e dargli qualche ispirazione. Lui stesso vuole ascoltare nuove cose ed essere ispirato per cantare nuove cose. E’ qualcosa di meraviglioso vederlo all’opera, ma lui non è uno che finisce ogni canzone e poi ti dice “Ecco, fai la tua scelta”. Quello che stiamo facendo lo smuove. Perciò ascolterà tutto fra qualche mese e idealmente ci sarà abbastanza materiale per stuzzicare il suo interesse.
Pitchfork: Iniziate sempre le registrazioni senza Michael, stilando giù idee di canzoni per vedere poi quello che vorrà usare?
PB: Dipende, procediamo in modo diverso. Ma ci piace sempre suonare assieme e arrivare a qualcosa. Ai tempi di Athens, entravamo ogni giorno a suonare quando abitavamo tutti lì e Michael arrivava una volta alla settimana oppure saltava una settimana o altro. Quindi è come facevamo negli anni ‘80. Mentre creiamo le demo, o quello che sono, pensiamo sempre “Caspita, piacerà a Michael? Si sentirà di cantarla? Lo ispirerà? Assomiglia a qualcosa che abbiamo fatto in passato?”
Pitchfork: Avete in mente una qualche direzione da seguire per il prossimo album? Accelerate sembra essere stata una mossa consapevole fatta per smontare tutto e andare per un suono più riff-heavy.
PB: Una cosa che contraddistingue la nostra band è che non importa che tipo di album stiamo facendo, sul palco è sempre una potente esperienza. Abbiamo discusso molto durante il tour per cercare di catturare quello che c’è stato nell’ultimo disco. Ho scritto molte canzoni lente che non mi sono neanche sognato di portare perché non erano la direzione che volevamo seguire. Voglio un album più aperto, penso che anche Michael sia dello stesso parere. Perciò ci sono delle belle cose acustiche, alcune totalmente noisy-rock, e altre pop. Corre lungo una vasta gamma. Idealmente, se dovessi prendere io ogni decisione, direi che l’album sarà più vario rispetto all’ultimo. Ma, ancora una volta, lo voglio fare subito e velocemente senza tanti overdub. Nell’ ultimo disco, di 11 canzoni, probabilmente 9 erano senza overdub. Si trattava di canzoni a presa diretta, forse solo con 1 chitarra extra aggiunta nel ritornello. E mi è piaciuto; mi spingeva ad entrare e suonare come veniva.
Pitchfork: Ho sentito che Jacknife Lee produrrà ancora per voi. Ma state anche registrando le demo con Tucker Martine ora, giusto?
PB: Sì, per tanto tempo ho ammirato il lavoro di Tucker. Ho appena ascoltato l’album dei Decemberists. E’ venuto fuori a random nel mio iPod. Camminavo in giro, ed è partito. E prima ancora che iniziasse la parte vocale ho pensato “Caspita, suona meravigliosamente”, poi ho dato un’occhiata e mi sono detto “Ah certo, i Decemberists.” E quello è Tucker. Raggiunge davvero un gran suono. Sembrava appunto una bella scusa per lavorare con lui e mi piacerebbe collaborare anche in futuro, in una maniera o nell’altra.

Pitchfork: Ma sarà Jacknife Lee il primo produttore del prossimo album?
PB: Sì, certamente lui produrrà il disco. Abbiamo lavorato con Tucker, e c’è piaciuto. Chissà cosa succederà in futuro. Ma è stato veramente piacevole il mio tempo con Martine, e apprezzo il suo lavoro. Forse potremo inventarci qualcosa.
Pitchfork: Dici di avere già registrato a Portland. Ti piace molto la città?
PB: Sì, mi piace la città. La mia ragazza è del posto, come pure Scott McCaughey che, al di fuori della band, è anche il mio migliore amico. Perciò passo molto tempo lì. Siamo andati al Jackpot! studio; è dove abbiamo registrato il disco dei Baseball Project. Sembrava proprio uno studio confortevole e tranquillo. Mi è piaciuto il suono. La stanza era grande abbastanza per la batteria, ma non era una stanza grandissima. Ero alla ricerca di un suono più compatto, a microfonaggio ravvicinato, qualcosa meno ambient. Era lo studio perfetto. E con tucker alla direzione sembrava proprio il posto ideare per iniziare.
Pitchfork: Vi siete resi conto che la vostra presenza a Portland è diventato un topic caldo su internet? Vi hanno visto girare molto in città, e circolano molte voci sul prossimo disco. Accade così in altri posti tutte le volte che registrate?
PB: Non lo so. Il mio uso di Internet è davvero minimo. Per esempio non ho mai letto un blog.
Pitchfork: Davvero? Non ha mai letto un blog?
PB: No, mai.
Pitchfork: Sei fortunato.

PB: Di informazione ce n’è abbastanza. Leggo i libri, molti libri. Occasionalmente uso internet per dare un’occhiata a un articolo o a qualcos’altro che voglio leggere, questo va bene, ma non ho idea di quello che la gente scrive su me. Bertis, il manager dei R.E.M., mi ha chiamato dicendomi “Sai, le persone stanno parlando a proposito di quelle foto” e Portland è una città piccola. Ma ci vado sempre e nessuno dice niente. E’ curioso. Johnny Marr ha una casa lì e siamo amici. Sono entrato in questo negozio di gelati e il tipo ha detto “Però, che giorno strano”. Aggiungendo “Johnny Marr è entrato 20 minuti fa, e ora tu. C’è in giro qualcosa come le chitarre indie degli anni ‘80 o cosa?” Non lo so, accade e basta.
Pitchfork: In aggiunta a queste nuove potenziali canzoni dei rem, stai lavorando ad altro in questo momento?
PB: Faccio questi concerti con Robyn Hitchcock. Lo abbiamo fatto per circa un mese, e ora andremo a New York a Giugno a fare qualche show con i Decemberists, penso, a Radio City, concerti davvero forti. E c’è anche un nuovo disco di Robyn Hitchcock registrato e mixato e pronto per uscire. Non sappiamo ancora quando, forse il prossimo anno. E faremo un tour estivo il prossimo anno.
Scott, io, Steve Wynn e Linda Pitmon siamo pronti per un Minus 5/Steve Wynn/Baseball Project tour in Settembre. Perciò suoneremo alcune canzoni dei Baseball Project, alcune dei Minus 5 e suoneremo qualcosa di Steve Wynn. Mi piacerebbe particolarmente eseguire interamente “The Days of Wine and Roses” a un certo punto. Non che Steve non l’abbia già fatto, ma ho visto i Dream Syndicate nel 1982 e ho pensato che fossero grandi, come anche la carriera solista di Steve. Quindi faremo questo.
Sai, non so ancora cos’altro farò. Forse io e Mark Eitzel abbiamo un disco finito per metà. Abbiamo lavorato sei o sette anni fa e le canzoni suono buone, poi Mark è andato in giro e anche io mi sono mosso un po’. Avevamo completato sette canzoni e probabilmente ci incontreremo il prossimo mese per finirlo. Non credo che sia in tour al momento, ma chi lo sa, magari verrà fuori qualcosa. E questo è il 20° anniversario dell’album di Kevin Kinney che io ho prodotto, MacDougal Blues. Proveremo insieme e faremo alcuni concerti a Dicembre io, Kevin e forse anche Scott McCaughey.

SALISBURGO, AUSTRIA - 14/08/2008
1. What’s The Frequency, Kenneth?
2. Living Well Is The Best Revenge
3. Get Up
4. Drive
5. Man-Sized Wreath
6. West Of The Fields
7. Ignoreland
8. Hollow Man
9. The One I Love
10. 7 Chinese Bros.
11. Electrolite
12. Losing My Religion
13. Fall On Me
14. Let Me In
15. Horse To Water
16. Bad Day
17. I’m Gonna DJ
18. Orange Crush
19. Imitation Of Life
20. Supernatural Superserious
21. Begin The Begin
22. It’s The End Of The World As We Know It (And I Feel Fine)
23. Man On The Moon
The Sun - Intervista: Peter Buck e i suoi iPod
Traduzione dell’intervisa tratta dal The Sun, 8 Agosto 2008:
QUI Peter Buck, con parole sue, fa per SFTW un’affascinante carrellata tra la sua mostruosa collezione iPod e ci racconta perché i suoi affidabili lettori MP3 sono, sulla strada, costanti compagni per la vita.
Si riferisce agli amici con cui viaggia Scott McCaughey e Bill Rieflin, che suonano rispettivamente chitarra e batteria nei R.E.M. e che fanno parte anche dei Minus 5 insieme a Peter.
Ascoltavo la musica ancora prima di poter parlare. Mi ricordo di aver visto i Beatles all’ Ed Sullivan Show quando avevo cinque o sei anni e di aver deciso allora, “Oh sì, questo è quello che farò da grande.”
Ora ascolto musica sempre. Ce l’ho tutta su due iPods, circa 74,000 canzoni, e sto veramente cercando di avere ogni album, di cui mi sia importato qualcosa nella mia vita, a disposizione.
Quando viaggi tutto il tempo è bello mettere l’iPod in modalità random . Poi c’è qualcuno che dirà, “Caspita, chi è questo?” e così si mettono tutti i dischi dei quell’artista.
A volte ho difficoltà a dormire. Un mese fa camminavo verso le 4 del mattino e volevo solo sentire Raw Power di Iggy & The Stooges proprio in quel momento a volume alto. Mi ricordo di aver comprato Raw Power il giorno stesso in cui è uscito. Il vecchio mix è ovattato ma quello nuovo è la cosa più assurda che abbia mai ascoltato.
Ho detto che dovrei condurre un programma radio (ma davvero non sopporto il suono della mia voce). Mi piacerebbe farlo comunque è una cosa che mi diverte molto. Mi interesso seriamente alle cose – del tipo mi piacerebbe sentire ogni cosa del prog-rock italiano.
La mia vita è cambiata nell’ultimo anno o due. Ora vivo in un’appartamento carino, 426.72mq in condominio [ho fatto giusto i calcoli? Erano 1.400sq ft
] a Seattle.
Ho una stanza piena di vinili e cd ma, ora come ora, sono tutti sistemati negli scatoloni. Se rimanessi tanto a casa, allora sarei più propenso a sentire i dischi ma non posso impacchettarli tutti per il viaggio.
Potrei facilmente scegliere cinquecento o seicento album preferiti dai miei iPod però questa selezione non si avvicina per nulla ad essere definitiva. E’ quello che mi è venuto in mente in questo momento!
accipicchia, cominciamo… (Peter inizia a ‘scrollare’ la lista di tutti gli album nel suo iPod nero Classics da 160GB)
After Bathing At Baxter’s dei Jefferson Airplane, amo quel disco. Oh, e Aladdin Sane by David Bowie. All The Young Dudes dei Mott The Hoople . . . mi piaceva quell disco quando avevo 15 anni..
Mi piace molto una band chiamata Kinski di Seattle e il loro disco Alpine Static. Fanno della bellissima musica strumentale ambientale ma con più chitarre di quello che ti puoi immaginare da questa descrizione.

Sto ascoltando molto di Albert Ayler (sassofonista) al momento. Music Is The Healing Force Of The Universe è totalmente free-jazz modale con salti di ottava. Fa diventare matto chiunque eccetto me e Scott.
Ho tutte le Antologie Della Musica Folk Americana di Harry Smith. E’ un bel posto da cui apprendere. E’ da dove proviene tutta la musica che ascolti, tutta la pop music.
Bisogna avere Astral Weeks di Van Morrison. Puoi dire che non ne ha azzeccata più una da allora ma nessun altro lo ha fatto comunque.
The Avant-Garde di John Coltrane & Don Cherry . . . è davvero un bel disco. La maggior parte del mio jazz preferito va dal 1954 al 1970. Non ascolto nulla di jazz oltre quella data.

Le Suites di Bach di Pablo Casals sono davvero fantastiche. Suggerirei anche un disco dei Fiery Furnaces, forse Blueberry Boat. Devi avere il nuovo di Dennis Wilson Pacific Ocean Blue/Bambu collection. E’ bello avere tutte quelle tracce in più che non c’erano nell’album originale. La sua voce è così ruvida paragonata agli altri Beach Boys.
Penso che il prossimo album di Robyn Hitchcock sarà il migliore tra i suoi. E’ fantastico, ma prendiamo il suo primo disco, Black Snake Diamond Roll, appena ripubblicato in una nuova edizione con tracce extra. Southern Rock Opera dei Drive-By Truckers racconta, come dice nei testi, la dualità del Sud. George Wallace è stato un grande segregazionista ma, l’ultima volta che è sceso in campo, è stato votato dall’80 per cento della popolazione nera. Forse è cambiato. Forse c’è stato il senso del perdono.
Ci dev’essere qualcosa della band folk-psichedelica di David Lindley, i Kaleidoscope… idealmente il boxset Pulsatine Dream. (hanno suonato in So Long Marianne di Leonard Cohen).
C’è un bellissimo Best Of dei Canned Heat intitolato Uncanned! Lo adoro. Tutte le loro migliori canzoni. Il secondo disco omonino di The Band, ora remixato con tracce extra, è un favorito di sempre. Con il 1976 e l’arrivo del Punk, sono andati mischiati sotto al tavolo, vecchi ragazzi con la barba e le chitarre acustiche. Ma sono riusciti davvero a catturare quello che doveva essere vivere in determinati posti d’america.

Prenderò un disco dei The Last Poets… the very best of. In sostanza hanno inventato il rap. Erano poeti e scrittori che vivevano al seguito dei musicisti, totalmente rivoluzionari all’inizio degli anni 70. Possiedo tutti i loro dischi originali. E’ l’unico problema che ho con il rap… dico alle persone, “Oh sì, assomigliano ai The Last Poets ma non sono così grandi.”
da avere anche un disco di Laura Nyro … Christmas And The Beads Of Sweat. E’ uno dei sui più difficili ma merita molto. Un grande disco cantautoriale.
Il primo disco dei Flying Burrito Brothers, The Gilded Palace Of Sin (con Gram Parsons) è il grande classico di sempre. Colossal Youth dei Young Marble Giants (band cult del Galles) ha una nuova versione box-set che riunisce insieme tutto quello che hanno fatto.
Ha qualcuno bisogno del set completo di 7 CD delle session di On The Corner di Miles Davis ? Io li ho. Non sono sicuro che il resto del mondo sia pronto per questo.
Sai, sceglierò il disco degli Eels, Daisies Of The Galaxy, anche se ho suonato su quello. E (Mark Everett) è davvero un grande artista, un buon amico e una persona gentile. Metterei anche Martinis & Bikinis di Sam Phillips, suono anche su questo.
The Days Of Wine And Roses dei Dream Syndicate (guidato da l’amico di Peter, Steve Wynn). C’è questo bel disco live The Day Before The Days Of Wine And Roses ed ero anche al concerto. Io e Steve ci siamo incontrati là ma è stata una di quelle cose da ubriachi delle 4 di mattina, almeno da una delle due parti immagino.

C’è quest’opera di Harry Partch dal titolo Delusion Of The Fury. Ascoltalo e pensa a Tom Waits. Waits è stato influenzato molto dall’uso che Partch fa delle percussioni. Harry ha creato molti strumenti e penso che Tom ne abbia usato qualcuno.
Black And White di Ewan MacColl (leggenda folk inglese, padre di Kirsty) è una buona compilation.
Ho sentito molto il disco dei Minutemen, Double Nickels On The Dime. Abbiamo fatto il tour con loro. Infatti, l’ultimo minuto di musica che D. Boon suona sul palco sono i Minutemen e i REM che fanno See No Evil dei Television. Penso molto a questa cosa, almeno una volta al mese. Era un amico. Marquee Moon dei Television ci deve anche essere.
Imbroglierò e tirerò fuori un altro disco dove figuro anche io… Down With Wilco dei Minus5. Sono i Wilco, io, Scott e alcuni amici ed è davvero bello. C’è anche March 16-20, 1992 degli Uncle Tupelo che ho prodotto (che vede tra gli altri Jeff Tweedy prima di formare i Wilco). Erano amici di amici e sono andato a sentirli. Hanno aperto con Great Atomic Power dei Louvin Brothers, una cosa carina.

Dust di The Screaming Trees è un disco altamente sottovalutato (con Mark Lanegan alla voce). Non vedo Mark da due anni. C’è stato un periodo quando rimaneva pulito e uscivamo alcune volte. Non è che volevo dargli alcun tipo di suggerimento ma penso che non avesse tanti amici che non usavano… insomma. Veniva di solito a casa mia, fumavamo sigarette e suonavamo la chitarra. Sento che le cose gli vanno bene ora.
Consiglio Endtroducing di DJ Shadow. E’ forte e influente. Bisogna anche avere Enterteinment! dei Gang Of Four… quel disco andava forte ad Athens. Chiunque lo aveva. Abbiamo fatto due o tre tour insieme. Non ho mai pensato che ci avessero influenzato ma un giorno ascoltavamo alcune tracce vecchie come Auctioneer e Michael (Stipe) ha detto,”Stiamo ascoltando i Gang Of Four o cosa?
Poi direi Daydream dei The Lovin’ Spoonful. Mi piacciono davvero i The Lovin’ Spoonful. Twelve Dreams Of Dr Sardonicus degli Spirit è un altro dei mie preferiti di sempre. E non posso neanche lasciare fuori Forever Changes dei Love.
Out Of The Cool di Gil Evans (arrangiatore jazz) inizia con una canzone di 16 minuti. Mi ricordo che stavamo guidando in Australia tre anni fa e ci era così piaciuta quella da 16 minuti che abbiamo detto, “Ascoltiamola di nuovo”.
Ho ascoltato moltissime cose di Moondog (straordinario compositore d’avanguardia Americano che morì nel 1999). Ho qui German Years.
Il primo album omonimo di Moby Grape è uno dei migliori ma c’è un 2×1 con un altro chiamato Vintage.
E questa lista non deve essere solo di robe vecchie - C’è Grinderman e amo il nuovo disco di Nick Cave, Dig, Lazarus, Dig!!! Ho ascoltato questo molto di più dei suoi ultimi tre. E’ più un disco da “Che ca**o?” Penso che sia una persona più divertente di quello che la gente sostiene.
Qui un po’ di cose strane. Heart Of The Moment di BJ Cole. E’ pedal-steel ambient che imita Dvorak, molto bello davvero. Suona molto meglio della descrizione che ne ho fatto.
Ne scelgo uno di Coltrane che non tutti conoscono. Un sabato sera avevano un live a Seattle. Suppongo, che almeno due di loro aevevano assunto LSD prima del concerto. Il ragazzo che ha registrato lo show ha detto: “Ho un piccolo studio in casa mia, perchè non vieni domani e facciamo un disco?” Perciò sono andati e hanno improvvisato questo strano disco di canto indiano intitolato Om.
Amo il primo di Ed Harcourt Here Be Monsters. Mi piacciono i Grateful Dead e suggerirei Workingman’s Dead. New Speedway Boogie e la mia canzone preferita dei Dead.
Siamo andati proprio nello studio dove hanno registrato Low and Heroes perciò devi anche mettere Low di Bowie in lista.Ho speso un’ora a guardarmi intorno nella stanza. Io e Bill battevamo le mani e facevamo rumori da scimmia per vedere come usciva il suono. Era semplicemente una stanza. Chiunque pensa di poter catturare la magia di Low prende in giro se stesso. Fanno anche degli album di me**a li dentro.
Dobbiamo mettere i Big Star. Penso il primo. Ci deve essere anche uno di Leonard Cohen.Vederlo oggi mi fa pensare che tutta questa cosa della meditazione deve fare davvero un gran bene! Non mi piace molto la produzione ma prenderei The Future. Il cantautorato è così mordente.
If I Could Only Remember My Name di David Crosby è bellissimo.
C’è il doppio dei Jimmy Reid intitolato Boss Man. Nessuno ha mai fatto un disco che suoni allo stesso modo. Che facevano quei ragazzi? Suonano come un batterista sbronzo, un chitarrista sbronzo, un bassista che non ha mai ascoltato le canzoni e un cantante che non sa le parole.
Devo anche mettere Alice Coltrane… Journey In Satchidananda. Fa inpazzire chiunque. Bisogna avere Judee Sill, il suo primo (omonimo) disco. The Mystery Of Bulgarian Voices è magnifico… strana voce femminile acapella ammaliante e davvero intensa.
C’è una cantante femminile irachena chiamata Fairuz. Il suo album The Legendary Fairuz suona come un programma radio degli anni ’50. E’ incredibile. Il disco (omonimo) di Mark Hollis (il cantante dei Talk Talk) è un lavoro di bellezza.
E certamente devi mettere sulla lista tutti gli album dei REM. Dove sarei io senza loro?

Articolo - I R.E.M. unplugged su un blog francese
di Luca Castelli - da lastampa.it
Cinque video della band di Athens, cinque piccole gemme che emergono dal Web in puro stile 2.0.
Prosegue la pirotecnica campagna promozionale online del nuovo album dei R.E.M. Accelerate. Dopo aver invitato i fan a remixare alcuni video (oltre a quello del primo singolo Supernatural Superserious) e dopo aver lasciato ascoltare in streaming l’album sul social network iLike una settimana prima della distribuzione nei negozi, la band di Athens ha accettato di partecipare alla serie dei concerti “take away” del blog francese La Blogothèque: piccoli show ripresi lontano da un palcoscenico tradizionale e distribuiti su Internet. Lo scorso settembre Michael Stipe e compagni hanno suonato cinque canzoni unplugged (quattro del nuovo album più un inedito) in contesti decisamente particolari: su un furgoncino in giro per la città, nel parco della casa di Stipe, seduti su un divano.
Il risultato è visibile in altrettanti video, tutti di pregevolissima fattura, disponibili da ieri sul blog francese. Le canzoni estratte da Accelerate sono Living Well Is the Best Revenge, Until the Day Is Done, Houston e Sing For the Submarine. L’inedito è invece On the Fly. I video, tutti in chiave assolutamente acustica, si possono anche scaricare in un formato compatibile con l’iPod oppure condividere su blog o altri siti.
E’ la prima volta che i ragazzi di La Blogothèque si assicurano la partecipazione ai loro concerti “take away” di una band di simile livello internazionale (in passato era toccato a molte realtà piacevolissime, ma pur sempre indie, come Arcade Fire, Shins, Jens Lekman…). L’operazione dimostra due cose:
a) i R.E.M. sono in ottima forma e sembrano prestarsi spontaneamente e naturalmente al gioco.
b) anche una band di area major (i R.E.M. incidono per Warner), se lasciata un po’ libera di sperimentare, può orchestrare delle campagne di comunicazione che coniugano perfettamente il linguaggio di Internet. Non tanto a livello di distribuzione (ci vorrà un po’ di tempo prima che una major accetti di “regalare” un album), ma almeno a livello di promozione.
Andate a vedere i cinque video, sono molto belli, così come è interessante il racconto del regista Vincent Moon. Mi rendo conto che è una frase un po’ trita, però… i R.E.M. così non li avete mai visti.
(se poi volete recuperare anche gli altri 88 Take-Away Shows/Concerts à Remporter, li trovate tutti qui).
2/4/2008
Testi & traduzioni di Accelerate

Testi in inglese dal booklet ufficiale:
“Living Well Is The Best Revenge”
-george Herbert [1593- 1633]
English clergyman and metaphysical poet
It’s only when your poison spins
into the life you’d hoped to live
and suddenly you wake up in a shaking panic
now
you set me up like a lamb to slaughter
garbo as the farmer’s daughter
unbelievable. the gospel according to… who?
I lay right down.
all your sad and lost apostles
hum my name and flare their nostrils
choking on the bones you toss to them
now I’m not one to sit and spin
because living well’s the best revenge
and baby, I am calling you on that
don’t turn your talking points on me.
history will set me free
the future’s ours and you don’t even
rate a footnote. now
so who’s chasing you?
where did you go, you disappear
midsentence in a judgement crisis…
I see my in and go for it.
you weakened shill
all your sad and lost apostles
hum my name and flare their nostrils
choking on the bones you tossed to them
now I’m not one to sit and spin
because living well’s the best revenge
and baby, I am calling you on that.
you, savor your dying breath
I forgive but I don’t forget.
you work it out.
let’s hear that argument again.
Camera 3. go. now.
all your sad and lost apostles
hum my name and flare their nostrils
choking on the bones you toss to them
now I’m not one to sit and spin
because living well’s the best revenge
and baby, I am calling you on that.
baby I am calling you on that
baby I am calling you
“Vivere Bene E’ La Miglior Vendetta”
-george Herbert [1593- 1633]
Uomo di chiesa e poeta metafisico inglese
e’ solo quando il tuo veleno gira
nella vita che speravi di vivere
e all’improvviso ti svegli in un panico agitato
ora.
mi hai sistemato come un agnello al macello
garbo nei panni della figlia dell’agricoltore
Incredibile. il Vangelo secondo… chi?
Mi sono sdraiato completamente.
tutti i vostri tristi e smarriti apostoli
borbottano il mio nome e avvampano le narici
siamo intasati dalle ossa che gli abbiamo gettato
ora io non sono il tipo che mostra il dito medio
perché vivere meglio è la migliore vendetta
e baby, sto facendo appello a questo.
Non rigirate i vostri discorsi su di me
la storia mi renderà libero
il futuro è nostro e voi non
meritate neanche una nota a piè di pagina. Ora
perciò chi vi sta dando la caccia?
dove siete andati? Siete scomparsi
a metà frase in un giudizio di crisi…
vedo il mio incasso e vado in quella direzione.
voi doppiogiochisti affievoliti.
tutti i vostri tristi e smarriti apostoli
borbottano il mio nome e avvampano le narici
siamo intasati dalle ossa che gli abbiamo gettato
ora io non sono il tipo che mostra il dito medio
perché vivere meglio è la migliore vendetta
e baby, sto facendo appello a questo.
voi, pregustate il vostro respiro morente
Io perdono ma non dimentico
ci avete lavorato per bene.
sentiamo sempre la stessa motivazione.
camera 3… Via. Ora.
tutti i vostri tristi e smarriti apostoli
borbottano il mio nome e avvampano le narici
siamo intasati dalle ossa che gli abbiamo gettato
Ora io non sono il tipo che mostra il dito medio
perché vivere meglio è la migliore vendetta
e baby, ti invito a fare lo stesso.
baby, ti invito a fare lo stesso.
baby, ti invito a farlo.
“Man-Sized Wreath”
turn on the TV, what do I see?
a pageantry of empty gestures
all lined up for me, wow
I’d have thought by now
we would be ready to proceed
but a tearful hymn to tug the heart
And a man-sized wreath, oww
THROW IN ON THE FIRE
THROW IT ON THE AIR
KICK IT OUT ON THE DANCE FLOOR
LIKE YOU JUST DON’T CARE.
wave the palms, steal the alms,
a fist in the air.
a motorcade of benign strength shows
the people that you care, oww.
nature abhors a vacuum
but what’s between your ears?
your judgement clouded
with fearful thoughts.
headlights on a deer, oww.
THROW IN ON THE FIRE
THROW IT ON THE AIR
KICK IT OUT ON THE DANCE FLOOR
LIKE YOU JUST DON’T CARE.
LOOK AT WHAT I FOUND!
EVERYBODY LOOK AROUND
EVERYBODY LOOKING LIKE THEY JUST DON’T CARE.
GIVE ME SOME
well I’m not deceived by pomp
and odious conceit
but a tearful hymn to tug the heart
and a man-sized wreath, oww
THROW IN ON THE FIRE
THROW IT ON THE AIR
KICK IT OUT ON THE DANCE FLOOR
LIKE YOU JUST DON’T CARE.
LOOK AT WHAT I FOUND!
EVERYBODY LOOK AROUND
EVERYBODY LOOKING LIKE THEY JUST DON’T CARE.
THROW IN ON THE FIRE
THROW IT ON THE AIR
KICK IT OUT ON THE DANCE FLOOR
LIKE YOU JUST DON’T CARE.
GIVE ME SOME.
give me some.
give me some.
“Corona Smisurata”
accendo la TV, cosa vedo?
un cerimoniale di gesti vuoti
tutti disposti per me, wow
fino ad ora pensavo
che eravamo pronti per procedere
ma un inno strappalacrime per trainare i cuori
e una corona smisurata, oww
GETTALA NEL FUOCO
BUTTALA IN ARIA
LANCIA CALCI NELLA SALA DA BALLO
COME SE NON TI IMPORTASSE.
agita i palmi, ruba l’elemosina,
un pugno per aria.
un corteo di forze benevole mostra
le persone che importano, oww
la natura aborrisce il vuoto
ma cosa c’è tra le tue orecchie?
i tuoi giudizi torbidi
di paurosi pensieri.
fanali su un cervo, oww.
GETTALA NEL FUOCO
BUTTALA IN ARIA
LANCIA CALCI NELLA SALA DA BALLO
COME SE NON TI IMPORTASSE.
GUARDA COSA HO TROVATO!
TUTTI SI GUARDANO ATTORNO
A TUTTI SEMBRA NON IMPORTARE
DAMMI QUALCOSA
bene non mi ingannano le ostentazioni
e le odiose presunzioni
ma c’è un inno strappalacrime
e una corona smisurata, oww
GETTALA NEL FUOCO
BUTTALA IN ARIA
LANCIA CALCI NELLA SALA DA BALLO
COME SE NON TI IMPORTASSE.
GUARDA COSA HO TROVATO!
TUTTI SI GUARDANO ATTORNO
A TUTTI SEMBRA NON IMPORTARE.
GETTALA NEL FUOCO
BUTTALA IN ARIA
LANCIA CALCI NELLA SALA DA BALLO
COME SE NON TI IMPORTASSE.
DAMMI QUALCOSA.
dammi qualcosa.
dammi qualcosa.
“Supernatural Superserious”
“my brain is the key that sets me free”
-harry houdini, 1874-1926
everybody here
comes from somewhere
that they would just as soon forget
and disguise
at the summer camp where you volunteered
no one saw your face,
no one saw your fear
if that apparition had just appeared
took you up and away
from this base and sheer
humiliation.
of your teenage station.
nobody cares
no one remembers
and nobody cares
yeah you cried and you cried
he’s alive he’s alive
yeah you cried and you cried and you
cried and you cried
if you call out “safe”
then I’ll stop right away
if the premise buckles
and the ropes starts to chafe
the details smart
but the story’s the same
you don’t have to explain,
you don’t have to explain
humiliation.
of your teenage station.
yeah you cried and you cried
he’s alive he’s alive
yeah you cried and you cried and you
cried and you
realize your fantasies
are dressed up in travesties
enjoy yourself with no regrets
everybody here
comes from somewhere
that they would just as soon forget
and disguise
yeah you cried and you cried
he’s alive he’s alive
yeah you cried and you cried and you
cried and you cried
now there’s nothing
dark and there’s nothing weird
don’t be afraid i will hold you near.
from the seance where you first betrayed
an open heart on a darkened stage
a celebration
of your teenage station.
this
inexperience, sweet, delirious.
supernatural, superserious.
inexperience, sweet, delirious.
supernatural, superserious,
wow.
“Soprannaturale Superserio”
“il mio cervello è la chiave che mi renderà libero”
-harry houdini, 1874-1926
tutti quanti qui
vengono da qualche posto
che dimenticheranno al più presto
e camufferanno
al campo estivo dove eri volontario
nessuno vedeva la tua faccia
nessuno vedeva la tua paura
se quella apparizione fosse apparsa
e ti avesse portato in alto e via
da questa vile e pura
umiliazione.
della tua stazione adolescenziale.
a nessuno importa
nessuno ricorda
e a nessuno importa
sì hai urlato e hai urlato
lui è vivo, lui è vivo
sì hai urlato e hai urlato e hai
urlato e hai urlato
se gridi “sicuro”
allora mi fermerò di colpo
se la premessa cade
e la fune inizia a consumarsi
i dettagli sono furbi
ma la storia è sempre la stessa
non devi spiegare
non devi spiegare
l’umiliazione.
della tua radio adolescenziale.
sì hai urlato e hai urlato
lui è vivo, lui è vivo
sì hai urlato e hai urlato e hai
urlato e hai
capito che le tue fantasie
indossano travestimenti
divertiti senza rimorsi
tutti quanti qui
vengono da qualche posto
che dimenticheranno al più presto
e camufferanno
sì hai urlato e hai urlato
lui è vivo, lui è vivo
sì hai urlato e hai urlato e hai
urlato e hai urlato
ora non c’è niente
di oscuro e niente di strano
non aver paura ti terrò vicino.
da quella seduta spiritica dove sei stato tradito per
la prima volta
un cuore aperto su un palco oscurato
una celebrazione
della tua radio adolescenziale.
questa
inesperienza, dolce, delirio.
soprannaturale, superserio.
inesperienza, dolce, delirio.
soprannaturale, superserio,
wow
“Hollow Man”
I’ve been lost inside my head.
echoes fall off me.
I took the prize last night
for complicated mess
for saying things I didn’t mean and
don’t believe
believe in me, believe in nothing
corner me and make me something
I’ve become the hollow man,
have I become the hollow man I see?
I see this echoing
you had placed your trust in me
I went upside down.
I emptied out the room in 30 seconds flat
I can’t believe you held your ground
believe in me, believe in nothing
corner me and make me something
I’ve become the hollow man,
have I become the hollow man I see?
I’m overwhelmed, I’m on repeat
I’m emptied out, I’m incomplete
you trusted me, I want to show you
I don’t want to be the hollow man
believe in me, believe in nothing
corner me and make me something
I’ve become the hollow man,
have I become the hollow man I see?
“Hollow Man”
Mi sono perso dentro la mia testa.
gli echi si attutiscono in me.
ho preso il premio l’altra notte
per i casini complicati
per aver detto cose che non volevo e
in cui non credevo
credi in me, non credere a niente
mettimi all’angolo e fai qualcosa per me
sono diventato l’uomo vuoto,
sono diventato l’uomo vuoto che vedo?
vedo questo echeggiare
hai riposto la tua fiducia in me
ho perso le staffe
ho svuotato la stanza in 30 secondi netti
non posso credere che sei rimasto fermo nella tua posizione
credi in me, non credere a niente
mettimi all’angolo e fai qualcosa per me
sono diventato l’uomo vuoto,
sono diventato l’uomo vuoto che vedo?
sono distrutto, sono in ripetizione
sono svuotato, sono incompleto
hai creduto in me, ti voglio mostrare
che non desidero essere l’uomo vuoto
credi in me, non credere a niente
mettimi all’angolo e fai qualcosa per me
sono diventato l’uomo vuoto,
sono diventato l’uomo vuoto che vedo?
“Houston”
IF THE STORM DOESN’T KILL ME,
THE GOVERNMENT WILL.
GOTTA GET THAT OUT OF MY HEAD.
IT’S A NEW DAY TODAY AND THE COFFEE IS STRONG,
I FINALLY GOT SOME REST.
SO A MAN’S PUT TO TASK AND CHALLENGES.
I WAS TAUGHT TO HOLD MY HEAD HIGH.
COLLECT WHAT IS MINE,
MAKE THE BEST OF WHAT TODAY HAS.
HOUSTON IS FILLED WITH PROMISE,
LAREDO’S A BEAUTIFUL PLACE.
AND GALVESTON SINGS LIKE THAT SONG THAT I LOVED,
ITS MEANING HAS NOT BEEN ERASED.
AND SO THERE ARE CLAIMS FORGIVEN
AND SO THERE ARE THINGS THAT ARE GONE
HOUSTON IS FILLED WITH PROMISE,
LAREDO’S A BEAUTIFUL PLACE.
AND GALVESTON SINGS LIKE THAT SONG THAT I LOVED,
ITS MEANING HAS NOT BEEN ERASED.
AND SOME THINGS THEY FALL TO THE WAYSIDE
THEIR MEMORY YET TO BE STILLED
BELIEF HAS NOT FAILED ME
AND SO I AM PUT TO THE TEST
“Houston”
SE L’URAGANO NON MI UCCIDERA’
LO FARA’ IL GOVERNO
DEVO TOGLIERMI QUESTA COSA DALLA TESTA
OGGI E’ UN NUOVO GIORNO E IL CAFFE’ E’ FORTE,
FINALMENTE UN PO’ DI RIPOSO
PERCIO’ UN UOMO DEVE DARSI DA FARE E
METTERSI ALLA PROVA
MI HANNO INSEGNATO A RIMANERE A TESTA ALTA
RACCOGLIERE QUELLO CHE E’ MIO,
FARE DEL MEGLIO CON QUELLO CHE L’OGGI HA DA DARTI.
HOUSTON E’ PIENO DI PROMESSE,
LAREDO E’ UN POSTO BELLISSIMO,
E GALVESTON CANTA COME QUELLA CANZONE
CHE HO AMATO
IL SUO SIGNIFICATO NON E’ STATO CANCELLATO
E QUINDI CI SONO DICHIARAZIONI PERDONATE
E QUINDI CI SONO COSE CHE SONO ANDATE VIA
HOUSTON E’ PIENO DI PROMESSE,
LAREDO E’ UN POSTO BELLISSIMO,
E GALVESTON CANTA COME QUELLA CANZONE
CHE HO AMATO
IL SUO SIGNIFICATO NON E’ STATO CANCELLATO
E ALCUNE COSE CADONO AI MARGINI
DELLA STRADA
LA LORO MEMORIA E’ ANCORA DA INQUADRARE
LA MIA FEDE NON MI HA LASCIATO
E QUINDI SONO MESSO ALLA PROVA
“Accelerate”
sinking fast, the weights chained to my feet
no time to argue with belief. I’m not alone,
a thousand others dropping faster than me.
what put me here, nothing to
hold on to, nowhere to brake.
where is the rip cord, the trap door, the key?
where is the cartoon escape hatch for me?
no time to question the choices I make
I’ve got to fall in another direction.
the last thing I remember
is climbing up the stairs
I threw the window open, challenging despair.
i don’t know what i need, I needed time,
i needed to escape.
i saw the future turn upside down
and hesitated.
where is the rip cord, the trap door, the key?
where is the cartoon escape hatch for me?
no time to question the choices I make
I’ve got to fall in another direction.
accelerate.
the vista I see now is changing.
uncertainty is suffocating.
hope has never felt so grating. lit up dim,
and pounding pulse.
make it go. make it slow down.
and go
where is the rip cord, the trap door, the key?
where is the cartoon escape hatch for me?
no time to question the choices I make
I’ve got to fall in another direction.
The city sputters like it’s ready to
explode
accelerate to make it slow, make it go.
accelerate to make it slow, make it go.
accelerate, I’m incomplete,
I’m incomplete, I’m incomplete
“Accelerare”
affondando velocemente, col peso incatenato
ai piedi
non c’è tempo per trattare con la propria fede. Non sono solo,
altri mille cadono ancora più rapidi di me.
cosa mi ha messo qui, niente a cui
reggersi, non c’è posto per frenare.
dov’è il cavo di strappo, la botola, la chiave?
dov’è la vignetta via di fuga per me?
non c’è tempo per riflettere sulle scelte che faccio
devo cadere in un’altra direzione
l’ultima cosa che ricordo
è di essere salito per le scale
ho spalancato la finestra, stimolante disperazione
non so quello che voglio, avevo bisogno di tempo
avevo bisogno di scappare.
vedevo il futuro capovolgersi
e ho esitato.
dov’è il cavo di strappo, la botola, la chiave?
dov’è la vignetta via di fuga per me?
non c’è tempo per riflettere sulle scelte che faccio
devo cadere in un’altra direzione
accelerare
il panorama che vedo ora sta cambiando
l’incertezza sta soffocando
la speranza non si è mai sentita così irritata. si
accende fioca,
e pulsa martellante
lasciala andare. falla rallentare
e andare
dov’è il cavo di strappo, la botola, la chiave?
dov’è la vignetta via di fuga per me?
non c’è tempo per riflettere sulle scelte che faccio
devo cadere in un’altra direzione
la città scoppietta come pronta
per esplodere
accelerare per ridurre la velocità, lasciarla andare.
accelerare per ridurre la velocità, lasciarla andare.
accelerare, sono incompleto
sono incompleto, sono incompleto
“Until The Day Is Done”
When fascism comes to America, it will be
wrapped in the flag and carrying the cross.
–Sinclair Lewis
thanks for the last and greates betrayal
of the last and greatest of human dreams.
thanks for the american dream to vulgarize
and falsify until the bare lies shine through.
– William s. burroughs
the battle’s been lost, the war is not won.
an addled republic, a bitter refund.
the business first flat earthers
licking their wounds
The verdict is dire, the country’s in ruins.
providence blinked, facing the son
and where are we left, to carry on
until the day is done
until the day is done
so we’ve written our stories to entertain
these notions of glory and bull market gain
the teleprompt flutters, a power surge brings
an easyspeak message falls into routine
providence blinked, facing the son
and where are we left, to carry on
until the day is done
until the day is done
a voice whispers “son.”
the blessed vision comes.
what have i done? what have i done?
so hold tight your babies and your guns
forgive us our trespasses. father and son
providence blinked, facing the son
and where are we left, to carry on
until the day is done
until the day is done
“Mr. Richards”
mr. richards, your position
is a messenger pigeon
left behind you when the camp moved on
you thought that you had listened
but the words had never crystallized
into a truth that you might own, hey hey
mr. richards, your decision
pay attention, pay attention
mr. richards, you’re forgiven
for a narrow lack of vision
but the fires are still raging on
the public’s got opinions
and these consequences border on
the compound that you razed where
“zealots” sang, hey hey
mr. richards, your decision.
pay attention, pay attention.
so listen, your intention
sign the papers, stamp the ribbon
you’re mistaken if you think we’ll just forget.
you can thump your chest and rattle,
stand in front of your piano
but
we know what’s going on.
yes we know what’s going on
we’re the children of the choir, hey
and we know what’s going on.
mr. richards, your conviction
had us cheering in the kitchen
now the jury’s eating pigeon pie
so tell me how is prison?
have they taught you how to listen?
we’ve begun to bridge the schism,
pay attention, pay attention.
mr. richards, your decision.
pay attention, pay attention.
you can thump your chest and rattle
stand in front of your piano
but
we know what’s going on.
yes we know what’s going on
we’re the children of the choir, hey.
from the compound fire, hey
and we know what’s going on.
yes, we know what’s going on.
“Mr. Richards”
mr. richards, la tua posizione
è quella di un piccione viaggiatore
lasciato indietro quando il campo si è spostato
pensavi di aver ascoltato bene
ma le parole non si sono mai cristallizzate
in una verità che possedevi, hey hey
mr. richards, la tua decisione
fai attenzione, fai attenzione
mr. richards, sei perdonato
per la tua mentalità stretta
ma i fuochi stanno ancora imperversando
la gente ha le sue opinioni
e queste conseguenze confinano con
le aree che hai raso al suolo erano
“fanatici” canta, hey hey
mr. richards, la tua decisione
fai attenzione, fai attenzione
perciò ascolta, la tua intenzione
è firmare il documento, stampare il fiocco
ti sbagli se pensi che noi dimenticheremo.
puoi percuotere il tuo petto e il sonaglio
stare di fronte al tuo piano
ma
noi sappiamo quello che sta accadendo.
sì, sappiamo quello che sta accadendo.
siamo i figli del coro, hey
e sappiamo quello che sta accadendo.
mr. richards, la tua convinzione
ci ha tranquillizzati in cucina
ora la giuria sta mangiando torta di piccione
perciò dimmi, com’è la prigione?
ti hanno insegnato come si fa ad ascoltare?
Abbiamo iniziato a colmare lo scisma,
fai attenzione, fai attenzione.
mr. richards, la tua decisione
fai attenzione, fai attenzione
puoi percuotere il tuo petto e il sonaglio
stare di fronte al tuo piano
ma
noi sappiamo quello che sta accadendo.
sì, sappiamo quello che sta accadendo
siamo i figli del coro, hey.
dalle aree di fuoco, hey
e sappiamo quello che sta accadendo
sì, sappiamo quello che sta accadendo
“Sing For The Submarine”
it feels, in dreams,
that everything’s there for you
the city breathes and pulses,
It’s fuel, electron blue.
i knew, that you, could see right through it
so this is where you give in to the machine
lift up your voice, feel gravitys pull,
and drown out the siren’s ring
ohhh
it’s all here where i keep it.
it’s all in the submarine.
It’s all a lot less frightening
than we would’ve had it be.
and that’s the good news, my darling
it is what it’s going to be, so
sing, sing for the submarine.
i tried to explain how it all begins
how it’s all destroyed and built again.
i knew, that you, could not believe me.
but now you’re here and it’s different,
how the light shines in your eyes
and every second a century,
it’s then that I realised.
the world as we know it, a high speed train,
we’ll pick it all up and start again
it’s all here where i keep it.
it’s all in the submarine.
it’s all a lot less frightening
than we would’ve had it be.
and that’s the good news, my darling
It is what it’s going to be, so
sing, sing for the submarine.
the city did not collapse in a shudder
the rain, it never came.
at least my confessions made you laugh,
I know it’s a little crazed.
but these dreams, they seem, so real to me
it’s all here where i keep it.
it’s all in the submarine.
It’s all a lot less frightening
than we would’ve had it be.
and that’s the good news, my darling
it is what it’s going to be, so
sing, sing for the submarine
and so this is where you trust me,
that this s where it begins.
It’s all a lot less frightening,
we’re here in the interim.
tyrell and his mechanical owl,
a moth disguised as a leaf.
don’t tell me what tomorrow brings,
we climb into the hidden machine,
and sing, sing, sing, sing, sing, sing,
sing, sing for the submarine.
“Horse To Water”
I could have kept my head down
I might have kept my mouth shut.
I should have held my own,
you lead a horse to water and you
watch him drown.
you’re only as big as your battles.
rattle my cage with your shadow.
I’m a bantamweight with a
mouthful of feathers
don’t you know that what comes around
goes around
I’m not that easy,
I am not your horse to water
I hold my breath I come around round round.
don’t darken my doorstep again
you’re mixing up lemonade gin-gin
you’re mixing up lose with win/win
lead a horse to water and you
watch him drown.
you’re stumble on glass top table.
divas chewing chalk on cable.
humvee up a beanstalk fable,
I don’t call this entertainment
’cause humpty’s falling down.
I’m not that easy,
I am not your horse to water
I hold my breath I come around round round
pick a fight launch a buzzy bar brawl
Friday night cufk or fight a pub crawl
bantamweight with a mouthful of feathers,
don’t you know that what comes around
goes around
I’m not that easy,
I am not your horse to water
I hold my breath I come around round round
It’s not that easy
I am not your horse to water
I hold my breath I come around round round
you’re going down, down, down
this run around round round
is bound to pound the daylights out of you!
“I’m gonna DJ”
death is pretty final.
I’m collecting vinyl.
I’m gonna DJ at the end of the world
‘cause if heaven does exist
with a kickin’ playlist
I don’t want to miss it at the end of the
world
hey steady steady, hey steady steady
I don’t wanna go untill I’m
good and ready…
it’s on my mind,
and it’s in my mind
and it’s what I found,
and it’s what I find
it’s on my mind,
and it’s in my mind
and it’s what I found,
oh my oh my
but “I’ll spin way right
through it.”, claims enthusiast
Jack Pruitt.
as the moths circle the moon,
as you’re circling the room
music will provide the light
you cannot resist.
you cannot resist,
you cannot resist
and the weblogs that get tangled
as you willie and you wangle
in your wake-up in Seattle
where you fought the nascent battle.
and you threw the thread and throttle
let us raise another bottle
raise another bottle
raise another bottle
because death is pretty final.
I’m collecting vinyl.
I’m gonna DJ at the end of the world
hey steady steady, hey steady steady
I don’t wanna go untill I’m good and ready
it’s on my mind,
it’s in my mind
it’s what I found,
and it’s what I find
‘cause it’s on my mind,
it’s in my mind
it’s what I found,
oh my oh my
hey steady steady, hey steady steady
I don’t wanna go untill I’m good and ready
hey steady steady, hey steady steady
I don’t wanna go untill I’m good and ready
music will provide the light
you cannot resist!
you cannot resist
you cannot resist
yeah.
Intervista a Michael Stipe
di R.S. - da Il Corriere Della Sera
Musica La band di Athens, a Milano per uno show «blindato», si racconta a «Rolling Stone» Italia
Michael Stipe: c’ è più furia nei R.E.M.
Nel nuovo cd ritmi aggressivi. «E’ il nostro rock arrabbiato, a 360 gradi»
MILANO - «”Furia” è una parola dal significato abbastanza potente. E c’ è un po’ di furia, effettivamente, in questo disco». Michael Stipe, cantante e leader dei R.E.M., parla così del nuovo album «Accelerate» in un’ intervista all’ edizione italiana di Rolling Stone che uscirà venerdì. «Io sono un tipo da ritmi medi, ma di fronte alla musica che i ragazzi mi hanno passato ho reagito così», aggiunge la rockstar 48enne. Il disco uscirà il 28 marzo e la band è in Italia per presentarlo. Stipe, il bassista Mike Mills e il chitarrista Peter Buck sono arrivati ieri e sono stati ospiti di Fazio a «Che tempo che fa» (Raitre). Oggi incontreranno i giornalisti e chiuderanno la tre giorni milanese con un esclusivo concerto a inviti al Rolling Stone che si potrà vedere il 27 marzo su Mtv Hits e il 31 su Mtv Italia. Poco più di un’ ora per una doppia anteprima. Delle canzoni nuove e del tour vero e proprio che partirà quest’ estate e porterà il gruppo rock americano in Italia per ben cinque date, più che in ogni altro Paese europeo: il 20 luglio al Parco Giuliana di Perugia, il 21 all’ Arena di Verona, il 23 alla Mostra D’ Oltremare di Napoli, il 24 a Villa Manin di Passariano (Udine) e il 26 all’ Arena di Milano. Il disco, 11 canzoni in 34 minuti, ha quell’ immediatezza e velocità degli esordi che i fan chiedevano da tempo alla band. Buck si prende parte del merito di aver vinto «la pessima abitudine di passare mesi in studio». Il suo intento, dice al giornalista David Fricke, era questo: «Siamo una grande band dal vivo, cerchiamo di fare una grande registrazione da live band in studio». E ci sono riusciti. Il primo singolo «Supernatural Superserious» ne è l’ esempio. La «furia» non è soltanto nei ritmi. In parte filtra anche nei testi. Forse per il modo in cui Stipe li scrive. Lo spiega lui stesso: «Quando entro nella musica, nei momenti giusti, percepisco un atteggiamento, una sensazione, una melodia; e i testi vengono fuori da tutto questo. La musica per me è come un filmino. Posso chiudere gli occhi e vedere questo paesaggio a 360 gradi. Entro in ciò che Peter e Mike mi passano, chiudo gli occhi e comincio a canticchiarci sopra. E qualunque sia la sensazione, cerco di rimanere fedele a ciò che sento». Un album arrabbiato, quindi. Contro chi? «Sto cercando di evitare che qualcuno interpreti questo disco esclusivamente come un album politico, ma ho attinto dall’ esperienza di vivere negli ultimi anni sotto l’ amministrazione Bush e ho visto parti importanti di ciò che noi, l’ America, rappresentiamo come idea, come Paese, collassare per troppe ragioni sbagliate. Questo sì che ha avuto a che fare con la stesura dei testi», dice Stipe. E precisa: «Non ignoro quello che sta accadendo nel mondo, e come tutto è deprimente. Ma guardo la musica e l’ arte che stanno uscendo, la gente che volta le spalle alle cose ovvie, ai media mainstream, e che si rivolge ai margini per quanto riguarda le forme di espressione. Forse è solo un fatto generazionale, e io lo sto solo osservando». Concorda Buck: «”Accelerate” è veramente espressione del suo tempo, come “Document” nel 1987. Allora eravamo negli anni di Reagan. Tutti si accorgevano del fatto che strane cose, di merda, stavano accadendo. I mercati azionari su, e poi giù. E la gente andava in panico. Ora lo stanno facendo di nuovo. Credo che Michael abbia catturato molto della situazione senza andare troppo nello specifico. Si ha la sensazione che questo sia un disco arrabbiato. Ma non bisogna guardarlo come un album di protesta». 80 *** milioni di dollari del contratto firmato dai Rem nel 1996 con la Warner, che non ha reso i profitti sperati dalla multinazionale *** 28 *** anni di musica per la band di cui Michael Stipe è cantante e leader. I Rem sono nati nel 1980 ad Athens, Georgia * * * A inviti Energia Al centro Michael Stipe, cantante e leader dei R.E.M. Il gruppo è arrivato ieri in Italia: sono stati ospiti di Fazio a «Che tempo che fa» e chiuderanno la tre giorni milanese con un esclusivo concerto a inviti al Rolling Stone. Il loro nuovo album, «Accelerate», esce il 28 marzo
R.S.
Pagina 53
(18 marzo 2008) - Corriere della Sera